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Pescara, 20/10/2020
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Data: 20/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Biglietti Ama, la Cgil: bloccate gli aumenti. Il sindaco nomina il nuovo cda dell'Azienda: presidente è l'ingegnere Ciccarelli

L'AQUILA. Blocco immediato della delibera sugli aumenti tariffari e apertura di un tavolo di concertazione con consumatori e sindacati: sono le richieste che il segretario provinciale della Filt-Cgil, Gaetano Iacobucci, avanza al Comune per esprimere la propria contrarietà rispetto alla decisione di aumentare il costo di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico. Intanto è stato nominato il nuovo cda Ama.
Il nuovo presidente del cda Ama, nominato dal sindaco, Massimo Cialente, è l'ingegnere Olivo Ciccarelli, 60 anni, per otto anni componente della Commissione edilizia comunale ed ex direttore generale di una delle più grandi aziende a capitale pubblico per il servizio idrico integrato, la Sidra di Catania. Ciccarelli è stato anche dirigente del settore tecnico della Gran Sasso Acqua. Gli altri due nuovi componenti del cda sono Luigi Fabiani, commercialista, 48 anni, e Angelo Riddei, 56 anni, agente assicurativo e per nove anni membro del cda dell'Asm e sindcalista Cisl.
E a proposito di sindacati, sul fronte degli aumenti Ama, Gaetano Iacobucci (Filt-Cigl), sostiente che «gli incrementi dei costi dei biglietti e abbonamenti adottati dalla giunta comunale su sollecitazione dell'Ama (Azienda mobilità aquilana) non tengono conto di un servizio deficitario, di un parco macchine obsoleto e di un'offerta che quasi mai soddisfa le esigenze degli utenti. Le corse universitarie», spiega Iacobucci «sono insufficienti, gli orari serali inadeguati, le pensiline inesistenti in buona parte del territorio servito». Iacobucci ricorda il problema delle "linee marginali": «Molti sono costretti a viaggiare su scomodissimi scuolabus gestiti da un consorzio, sui quali contratti del personale bisognerebbe approfondire il discorso. Alla nuova amministrazione comunale chiedevamo una discontinuità col passato, ma nulla è cambiato». Nella polemica si inserisce anche Stefano Savoca, vice portavoce regionale di Gioventù italiana, che afferma: «Basta gravare sulle tasche delle famiglie che hanno figli studenti».

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