VENEZIA - "Non ci sono alternative a Cai, chi esulta non capisce la situazione e non è da escludere il fallimento. Spero in un ravvedimento". Silvio Berlusconi torna così su Alitalia bocciando come "irricevibile" la richiesta di piloti e Cgil: "Si chiedono cose che nessuna compagnia può accettare, come la categoria dei piloti che si possa gestire da sola. Non è accettabile. Credo che ci sia una seria possibilità di fallimento per la compagnia ma gli italiani sono buoni giudici nel capire da che parte sono le colpe".
Il premier torna poi sull'esultanza dei piloti e delle hostess al momento della notizia del ritiro dell'offerta Cai. Una scena che ha fatto molto discutere. "Vedere che coloro che avrebbero dovuto essere i principali beneficiati di questa nuova societa' addirittura fossero felici che questo non potesse accadere senza nemmeno domandarsi quale sarebbe il loro destino - sottolinea Berlusconi - evidentemente dimostra come siano stati suggestionati da tutto cio' che i giornali della sinistra e i protagonisti della sinistra hanno propagandato in questi ultimi tempi''.
Secca la replica dei piloti. "Ci hanno proposto un contratto peggio di quello delle colf, chiediamo che i nostri contratti e quelli degli assistenti di volo andrebbero siano uniformati a quelli in vigore nelle altre compagnie europee" dice l'Anpac.
Nel frattempo il governo continua a fare pressioni. Il ministro leghista Roberto Calderoli non vede alternative: "Nessuna delle tre grandi compagnie aeree straniere è interessata ad Alitalia, i sindacati ne prendano atto". Mentre il titolare del Welfare Maurizio Sacconi prima esclude un futuro pubblico per Alitalia poi taglia corto: "E' necessario tornare al tavolo non per trattare, ma per firmare i documenti e consentire alla società Cai di dare vita ad una nuova Alitalia".
Ma dal Pd arriva un affondo contro il premier. "Le colpe di Berlusconi sono sotto gli occhi di tutti, ma con tempi così stretti l'unica soluzione concreta rimane quella di Cai". Dal Forum dei Giovani imprenditori di Confcommercio, Letta torna a puntare il dito sulle responsabilità del presidente del Consiglio, ma lancia un appello alla Cgil: "Non ci siano dei diktat e non si pretenda un inginocchiamento sui ceci. Ma tutti devono firmare l'accordo, anche la Cgil".
"Berlusconi - prosegue Letta - critica gli stessi piloti e la Cgil che aveva lodato, ad aprile, quando fecero saltare l'accordo con Air France. Se esistesse la macchina del tempo, metterebbe un cero alla Madonna per tornare a quel 30 marzo e firmare con Air France".