FIUMICINO. Voli regolari per Alitalia in questa giornata prefestiva, ma anche una calma carica di attesa e preoccupazione tra i dipendenti. E' la fotografia della giornata all'aeroporto di Fiumicino, caratterizzata per ore, nel pomeriggio, dal presidio spontaneo, di assistenti di volo ed alcuni piloti, arrivati a toccare quota 200 in alcuni momenti, che hanno colloquiato con i propri rappresentanti sindacali di Sdl, Avia e Cub Trasporti, sugli sviluppi della vertenza. Dopo la grande assemblea di giovedì scorso, coincisa con l'annuncio dell'offerta della Cai, è durata infatti meno di 48 ore la «pausa» dei dipendenti Alitalia tornati spontaneamente a riunirsi in un numero nutrito dinanzi al varco equipaggi, diventato il crocevia degli umori e dei timori di gran parte del personale. Sin dal primo mattino l'avvio dell'operativo è stato regolare e nel corso della giornata, tranne qualche volo ritardato, non ci sono state cancellazioni. Da mezzogiorno è scattato il tam tam dinanzi al varco equipaggi, dove spiccano cartelli sarcastici ed interrogativi sulla Cai: è stato un avvicendarsi di assistenti di volo, fuori dal turno di lavoro, per lo più in borghese. Nessun megafono ma quà e là capannelli intorno ai sindacalisti, per informarsi, scambiarsi pareri. E domani il presidio proseguirà, annunciano. A molti non è andato giù l'annuncio dell'Anpav, disposta a firmare l'accordo quadro. «Noi rimaniamo compatti, anche con i piloti, sul no a quell'accordo - ha detto un'hostess, appena giunta da Firenze -ora ci auguriamo che qualcuno si faccia avanti, può essere di nuovo anche la Cai, ma non in questo modo che fa di noi solo carne da macello. Continuiamo però a lavorare, non vogliamo il fallimento della nostra compagnia. L'esultanza? E' stata solo la liberazione da una tensione accumulata: c'è poco da esultare, siamo nel dramma». Ed altre voci: «Fantozzi ora riapra la gara d'acquisto».