PESCARA. Riparte la trattativa tra Comune e Ferrovie sugli Eurostar soppressi. Domani, D'Alfonso sarà di nuovo a Roma per essere ricevuto dall'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti e discutere con lui del caso Abruzzo e del declassamento della stazione di Pescara. La settimana scorsa era finito male l'incontro con il presidente di Trenitalia, Cipolletta.
Il responsabile delle Ferrovie ha escluso il ripristino dei velocissimi Eurostar sulle linee Milano-Pescara-Lecce e Milano-Pescara-Taranto. Ora, il sindaco spera di ottenere un risultato migliore dall'incontro di domani. «Vado a Roma per istituire il tavolo tecnico-istituzionale», ha spiegato venerdì scorso. La trattativa servirà a ridefinire il sistema di trasporto su ferro in tutto l'Abruzzo, ma soprattutto a Pescara, snodo nevralgico per i collegamenti sulla fascia adriatica.
Difficile dire quali risultati il capoluogo adriatico potrà ottenere dalla trattativa. La sostituzione degli Eurostar, dotati di motrice Etr 500, con i più lenti Eurostar city, rischia di penalizzare tutta l'economia abruzzese. E' ciò che ha fatto presente la delegazione, composta da D'Alfonso, l'assessore regionale ai trasporti, Donato Di Matteo, il capogruppo, Luigi Albore Mascia e il consigliere, Enzo Del Vecchio, che martedì scorso è stata ricevuta da Innocenzo Cipolletta. Gli Eurostar city condannano Pescara ad avere una stazione di serie B e poi continuerà ad essere utilizzata la vecchia linea ferroviaria e non ci sarà l'innesto con l'alta velocità, dove i convogli viaggiano a 300 chilometri orari. Per andare da Pescara a Milano ci vorranno sempre cinque ore. Questo perché le Ferrovie hanno deciso di investire solo sulla dorsale tirrenica (Bari-Napoli-Roma), tagliando fuori l'intera riviera adriatica. Una scelta pesantissima di cui potrebbe risentirne anche l'interporto di Manoppello. Ma domani non si parlerà solo di questo. In ballo ci sono altre questioni urgenti, tra cui il potenziamento della linea per Roma e l'acquisizione da parte del Comune dello scalo merci di Portanuova.