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Pescara, 30/04/2026
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Data: 22/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Un dipietrista contro gli scandali della Regione». Mascitelli: Costantini e patto etico, questa č l'unica intesa che offriamo al Pd

PESCARA. «La candidatura di Carlo Costantini non č nč di bandiera nč di facciata e, neppure, come č stato definita dal Pd un punto di partenza. Non siamo disposti a smantellare il ruolo di aggregazione di Costantini che ci viene indicato anche dalla societą e dalla gente comune». Per i dipietristi il candidato presidente alla Regione non č materia di trattative. Il nome presentato e lanciato dallo stesso presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro č Costantini e su questo il partito non cede. E' l'avvertimento che il senatore Alfonso Mascitelli, coordinatore dell'Idv lancia al Partito democratico e all'Udc.
Senatore Mascitelli a che punto č la trattativa con il Partito democratico?
«Non vi sono incontri e nč per il momento sono programmati. Attendiamo una risposta dagli alleati a quella proposta coraggiosa e coerente che l'Idv ha posto. Abbiamo indicato un candidato con requisiti seri che č pronto a guidare la Regione senza sč e senza ma, proposta rivolta a tutte quelle persone di buona volontą e che tengono a cuore un patto etico».
Cosa non vi convince del Partito democratico?
«Abbiamo l'impressione che il Pd si sia avvitato su se stesso, alternando fasi di silenzio in cui č parso che si volesse minimizzare quanto accaduto, a interventi in linguaggio politichese per addetti ai lavori. Il Pd parla di tavoli, di vertici, di convergenze programmatiche mentre l'Abruzzo vive una situazione eccezionale e vuole risposte e comportamenti eccezionali. Per questo non riusciamo a comprendere perchč non si abbia una comune sensibilitą su un vero patto etico da stringere con gli abruzzesi».
Il nodo č legato anche ai vostri ultimatum sui candidati indagati, che per il Pd č una intromissione. Siete contrari anche alle primarie?
«Le primarie sono uno straordinario strumento di partecipazione ma quando sono vere. Altrimenti sono un effetto scenico di scelte e decisioni gią prese e a questi effetti scenici noi non ci stiamo. Un'altra distinzione che c'č tra noi e gli alleati č sul patto etico, anche qui ci dobbiamo chiarire sulla questione degli indagati. Noi sappiamo bene la differenza che c'č tra indagine in corso e condanna definitiva, ma sappiamo anche che l'emergenza morale che attraversa l'Abruzzo con gli scandali Fira, della sanitą a quello del "Partito dell'acqua", richiede sensibilitą nuova, straordinaria e generosa della classe politica. Noi, sia chiaro, non vogliamo imporre scelte o porre veti ad altri, ma vogliamo avere la libertą di scegliere i compagni di cammino sulla base di questa generositą, ossia di una classe politica che sa quando deve fare il passo indietro».
L'Idv non rischia di essere indicato come partito "giustizialista e forcaiolo"?
«Accusa da sfatare. Posso dire che le ragioni da noi espresse sono condivise da altri, c'č un sentire comune con la base del Pd e alcuni dirigenti. La presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane ha detto che č arrivato il momento che alcune persone "ingombranti facciano un passo indietro". Questa comune sensibilitą appartiene anche a componenti imparziali della nostra societą. Al riguardo ritengo estremamente intelligente l'analisi del direttore de il Centro, Luigi Vicinanza che nel suo bellissimo editoriale di domenica rappresenta il sentimento dell'Abruzzo. Noi vogliamo rappresentare e portare al governo della Regione i sentimenti dei cittadini abruzzesi».
In caso di intesa con il Pd rimane sul tappeto la proposta dell'Udc di candidare Rodolfo Del Laurentiis a presidente della giunta regionale.
«Se l'Udc č pronta ad aggregarsi ad una nuova stagione di cambiamento e riformismo noi, lo abbiamo gią detto, non guardiamo alle sigle dei partiti ma alle persone e ai programmi. Rodolfo De Laurentiis ha esperienza ma l'autorevolezza di chi vuole guidare una coalizione e una giunta regionale si conquista prima sul campo e in mezzo alle gente, non nelle segrete stanze delle trattative di partito».

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