Signor direttore, nell'autunno del 2007 l'amministrazione comunale di Pescara approvò il piano urbano della mobilità (piano traffico) che, a detta degli amministratori, avrebbe strategicamente coordinato il traffico nell'area metropolitana Chieti/Pescara. E' noto come poi la cittadinanza pescarese reagì per cui si dovette sottoporre l'argomento a referendum popolare dal cui esito uscì una bocciatura di quel piano assolutamente imprevedibile per la maggioranza politica che governava la città. Si proseguì come nulla fosse accaduto e fu isolatamente recepito qualche specifico contenuto di quel piano rendendo ancora più caotico, pericoloso e dannoso - anche in termini economici - il traffico cittadino. Particolarmente in alcune zone della città si è provocato lo stato comatoso di molte attività economiche. In particolare nelle are di via D'Avalos, via Croce e nel rettangolo corso Vittorio Emanuele via Fabrizi. Non solo! Vi è poi la situazione creata con la difficilissima se non impossibile accessibilità sulle riviere (nord e sud) a causa della chiusura dello svincolo dell'asse attrezzato.
Ora, dopo il rinnovo del consiglio comunale e la riconferma del sindaco, non si parla più di piano traffico e si procede con rattoppi della viabilità, con nuovi e tecnicamente errati rondò. Resterebbe il finanziamento per la filovia. Ma a tale finanziamento, già concesso da tempo, l'amministrazione comunale di Pescara sembra intenzionata a rinunciare con dilazioni, perdite di tempo e continue indecisioni sull'opera da realizzare nonostante tutte le approvazioni ed appalti avvenuti con il molto concreto rischio di dover pagare penali e danni di rilevantissimi importi.
Carlo Spadaccini Pescara