Anche i piloti presentano un'offerta Intanto la cordata italiana si è anche formalmente ritirata
ROMA. Nel gioco dell'ultimatum, ieri, è entrata l'Enac. Il presidente Vito Riggio vuole entro giovedì un piano finanziario «razionale e convincente» per Alitalia oppure valuterà la possibilità di revocare la licenza di volo alla compagnia.
Nel gioco dell'acquisto, sempre ieri, sono entrati i piloti mettendo sul piatto liquidazioni e una parte della retribuzione fino a racimolare 340 milioni di euro a disposizione di chi volesse fare un'offerta diversa da quella della Compagnia aerea italiana. Nel gioco del «facciamo le cose a regola d'arte» è entrato, invece, il commissario Augusto Fantozzi, bandendo finalmente l'asta per Alitalia, i suoi beni, le sue attività collaterali. Tempo d'attesa, il 30 settembre. Altrimenti sarà lui a chiedere la sospensione della licenza di volo.
Le novità della giornata, stracciamenti di vesti e polemiche varie a parte, sono tutte qui. Ma meritano una spiegazione. A cominciare dall'asta. Il commissario Fantozzi avrebbe potuto bandirla molto prima. Incassando magari l'applauso giunto ieri dal commissario europeo ai Traporti Antonio Tajani che ha salutato l'asta come un'operazione di trasparenza.
Fantozzi finora ha preferito, o gli è stata fatta preferire, la soluzione ammessa dalle modifiche alla legge Marzano, la licitazione privata. Perché la trattativa con la Compagnia aerea italiana presieduta da Roberto Colaninno altro non era che questo. Un accordo a pacchetto chiuso, al di fuori delle regole del mercato, possibile soltanto perché erano state create le condizioni legali per renderlo praticabile. Un accordo sul quale, per la verità, le perplessità degli ambienti economici erano molte.
Fallita la licitazione privata, Fantozzi deve aver intuito che il suo dovere di commissario non poteva limitarsi a prese d'atto. Poiché nonostante tutto la legge Marzano dispone che i creditori si soddisfano e le aziende, se possibile, si salvano. Già oggi, sui principali quotidiani italiani, sarà pubblicato il bando che ieri campeggiava sul sito di Alitalia. Già ieri la prima offerta è arrivata sul tavolo di Fantozzi. Gli svizzeri di Ama sono interessati a 30 aeri Md80 e Atr72 da acquistare o noleggiare.
Con l'asta bandita si scopriranno le carte di molti. A cominciare dalla Compagnia aerea italiana che ieri ha ritirato ufficialmente l'offerta ma che nulla vieta partecipi all'asta. Dovranno scoprire le proprie intenzioni anche le compagnie aeree straniere, per prime quelle europee. Se è vero che Lufthansa è sempre più interessata questo è il momento di manifestarlo, anche se la società tedesca non commenta le voci. Turberebbe il mercato.
Anche piloti e assistenti di volo dovranno a questo punto dimostrare se bluffano. Anpac, Unione piloti, Avia e Sdl si sono fatti promotori di una cordata alternativa. Non fanno differenze fra imprenditori italiani o stranieri. Vorrebbero anche una partecipazione popolare per costruire una sorta di public company. Da parte loro ci mettono la tranquillità per la vecchiaia, il fondo Tfr e anche un po' di soldi ricavati da indennità e aumenti contrattuali. Tanto per dimostrare che l'opposizione alla Cai non era questione di soldi.
Ai piloti, dopo mesi di battaglie, torna a piacere il piano di Air France, che molti rimpiangono. Gradiscono anche un progetto attribuito a Lufthansa che tornerebbe a valorizzare Malpensa. E dalla Germania sarebbero disposti a importare anche il contratto di lavoro, il che significherebbe guadagnare il 30% in meno (quel che resta è comunque di più di quanto offriva la Cai) e quattro anni di pace sociale.