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Data: 23/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Troppo stress, rischio incidenti» L'allarme di Berti (Anpac) mentre a Fiumicino manifesta anche il "fronte del sì"

I piloti denunciano «forme di pressione psicologica gravissime»

ROMA. I dipendenti Alitalia sono spaccati tra due fronti: quelli che hanno paura per il posto di lavoro e dicono "sì" all'offerta Cai, e quelli che credono di poter alzare il prezzo e sono per il "no". Ieri i due fronti hanno tenute assemblee spontanee a Fiumicino a pochi metri di distanza.
Ieri i due fronti hanno tenute assemblee spontanee a Fiumicino a pochi metri di distanza. E la polizia è stata garante che non si venisse alle mani. Da una parte, il "sì", una decina di piloti, personale di terra e di manutenzione. Dall'altra, in gran parte, piloti e hostess, il personale navigante. I primi hanno diffuso una lettera aperta ai passeggeri perchè si continui a volare Alitalia. Gli altri, con il presidente Anpac (l'associazione che coordina quasi tre quarti dei piloti Alitalia) Fabio Berti, hanno denunciato la situazione di tensione degli ultimi giorni: «Si stanno attuando forme di pressioni psicologiche gravissime sui piloti che possono portare anche ad incidenti aerei». E ancora: «I viaggiatori si devono preoccupare perchè questo tipo di pressioni cui sono sottoposte le categorie dei piloti è strettamente legato a questa questione. Per cui tutti si dovrebbero preoccupare». I voli intanto, in mattinata, si sono svolti regolarmente, perchè i partecipanti alle assemblee non erano in turno di lavoro.
Alle nove di ieri mattina si è avuta la conferma che il fronte del sì stava per riunirsi in assemblea a Fiumicino. I promotori erano i piloti e il personale di terra iscritti alle sigle che hanno dato subito il loro assenso al piano Cai (Cisl, Uil e Ugl). All'ingresso del varco equipaggi si sono riunite un'ottantina di impiegati con slogan anche duri nei confronti dei piloti: «Difendiamo il posto di lavoro», «I piloti vogliono lavorare, Berti e Notaro (presidente dell'Upi, n.d.r.) andate a firmare». Alle 10,30 sono arrivati una decina di piloti con altre scritte: «No ai giochi sulla pelle dei piloti», «Voglio lo stipendio, non i piani industriali». Per oltre tre ore i presidi del sì e quello del no si sono fronteggiati contendedosi gli spazi. Il fronte del no ha prevalso nella rivendicazione dello spazio del Varco Equipaggi perchè da giorni lo avevano presidiato. I dipendenti del fronte del sì sono stati particolarmente combattivi. «Berti ha ammesso» ha detto uno della manutenzione «di guadagnare oltre 160.000 euro l'anno, mentre noi arriviamo al massimo a 1500 euro al mese. Devono firmare».
E' cominciata a circolare preoccupazione per le affermazione del presidente Berti sul rischio incidenti. Il presidente della Federconsumatori Rosario Trafiletti ha azzardato che «la sua affermazione sia frutto dello stress. Se davvero fosse vero che le pressioni sui piloti possono ricadere sui passeggeri, bisognerebbe invitare tutti a non volare Alitalia, ma io credo che questa sia un'esagerazione». Berti ha anche accusato l'Alitalia di aver sbagliato la gestione: «I soldi persi non sono per gli stipendi dei piloti, ma per i 200 milioni di euro l'anno persi dal 2000 al 2008 per il collocamento di Malpensa senza regolare Linate, per aver pagato i gestori aeroportuali 5 volte di più delle altre compagnie. Si è scoperto che Alitalia pagava un Hangar utilizzato dalla Sea».

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