L'AQUILA. Altro colpo di scena nella vicenda della realizzazione della metro in via Roma. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del ministero dei Beni culturali ridando efficacia alla diffida dello stesso ministero con la quale si chiedeva di fatto lo stop ai lavori. Per il Comitato di via Roma il Comune deve interrompere i lavori. Secondo il legale della Cgrt, Fabrizio Iannini, la ditta può andare avanti.
«L'amministrazione» spiega Fausto Corti, legale del Comitato San Pietro «dovrà ora fornire alla Sovrintendenza ai beni architettonici il progetto relativo alla sistemazione della rete fognaria. Un intervento che comporta scavi molto profondi fino al piano delle fondazioni e che potrebbe incidere sulla stabilità dei palazzi storici che si affacciano su via Roma».
Contro la diffida della Sovrintendenza ad iniziare i lavori, il Comune aveva inoltrato ricorso al Tar, il quale aveva concesso la sospensiva e le opere quindi sono andate avanti. Il pronunciamento del Consiglio di Stato cambia di nuovo le carte in tavola: «Per l'annullamento dell'ordinanza del Tar Abruzzo concernente la sospensione dei lavori in ordine alla chiesa di San Paolo di Barete» si legge nella decisione del Consiglio di Stato del 27 giugno «al fine della salvaguardia e della tutela degli interessi coinvolti si accoglie l'appello disponendo che, in contraddittorio tra le parti, vengano individuate e disposte misure idonee ed adeguate alla salvaguardia dei beni oggetto di tutela monumentale».
«L'ordinanza del Tar è stata annullata» afferma Corti «un passaggio che impone al Comune di bloccare i lavori in attesa del pronunciamento della Sovrintendenza, che potrà fare delle prescrizioni e adottare le misure necessarie a tutela del patrimonio architettonico. Sarà opportuno integrare il progetto con ulteriori accorgimenti tecnici: bisogna capire chi farà fronte a questi oneri aggiuntivi».