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Pescara, 30/04/2026
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Data: 24/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Porto e ferrovia, decisivo il governo. La Zajc sconta la crisi, sindaco a Roma per l'Eurostar. Alessandrini assessore

«Da Pescara città vicina a Pescara città infinita. Ma forse si voleva intendere "infinitamente lontana" da tutto: cosa vengono a fare qui le navi se c'è un porto che non è un porto? Ci sono cose che vanno fatte nei tempi giusti». Così Carlo Masci, Udc, ha dato fuoco alle polveri ieri nel consiglio comunale straordinario dedicato alla fuga del traghetto Ivan Zajc da Pescara. La nave della croata Jadrolinija ha cessato con un mese d'anticipo i collegamenti estivi tra Pescara e Spalato dando all'opposizione lo spunto per criticare la politica di investimenti dell'amministrazione comunale in tema di turismo. Non bastasse, la cancellazione dei treni Eurostar dalla dorsale adriatica ha aggravato il rischio di isolamento dell'Abruzzo e del capoluogo adriatico. Di questo D'Alfonso tornerà a parlare stamani a Roma dall'amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti. Intanto ieri il sindaco ha ampliato di un primo tassello la sua giunta, nominando assessore Marco Alessandrini: la delega sarebbe quella delle Politiche comunitarie. Al suoposto subentra in consiglio Andrea Marconi.
Di sicuro il dibattito di ieri in aula rende impegnativo il compito dell'assessore al turismo Simona Di Carlo. «Di Pietrantonio parlava di collegamenti con Grecia e Montenegro - ha ripreso Masci - ma nulla è stato fatto. Intanto Rimini affida la sua riviera alla matita prestigiosa di Norman Foster, noi invece sul lungomare facciamo realizzare la caserma della Finanza: combatteremo questa scelta, serve una visione strategica». Sferzante Luigi Albore Mascia del Pdl: «Quando la Zajc, ex Tiziano, fece ritorno a Pescara il merito fu del sindaco D'Alfonso. Oggi che la ex Tiziano è fuggita la colpa è del mercato». Accuse decise anche da Gianni Teodoro: «Per la Zajc sono stati investiti solo 10mila euro», e sono pure bastati per far finire il sindaco sotto inchiesta. «L'allora sindaco Carlo Pace sborsò 120 milioni per riportare l'ex Tiziano - ha replicato D'Alfonso - ma oggi l'Unione europea non consente di acquistare i biglietti, conta il mercato». Il punto lo centra Lorenzo Sospiri, rivendicando quanto fatto per il porto dallo zio Nino, sottosegretario alle infrastrutture scomparso nel 2006: «Siamo qui per capire perché la Zajc è andata via». Pesanti, dice Sospiri, le responsabilità del governo regionale: «Il "fare sistema" portuale dell'acciglioso Del Turco è stato un fallimento, tra il potenziamento delle banchine e il solo dragaggio c'è una via di mezzo». Via che passa attraverso Prg portuale e cospicui finanziamenti che solo il governo, nazionale e regionale, possono fornire. Il Comune non ha competenza. Come per le coppie di fatto.



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