A tasche vuote. L'assessore al Bilancio traccia un quadro apocalittico delle finanze. E a fine mese scade l'ultimatum del governo
PESCARA - Chiamarla compartecipazione o prelievo sulle prestazioni non cambia la sostanza. Sempre di tasse aggiuntive si tratta. L'assessore regionale al Bilancio Giovanni D'Amico ha presentato ieri alle parti sociali un piano per il risanamento del debito sanitario e del bilancio regionale. A leggere i numeri, si drizzano i capelli. Circa tre miliardi e mezzo di euro il debito complessivo regionale dove la parte del leone è fatta dai debiti accumulati dalle sei Asl regionali: due miliardi e 44 milioni, roba da liquidazione coatta se si trattasse di un'azienda sul mercato. Invece la Regione dovrà trattare con il commissario inviato da Roma, riaccertare tutti i debiti delle asl che a dicembre del 2006 viaggiavano sul miliardo di euro in modo da trovare dei crediti da utilizzare per la riduzione del passivo dei circa 300 milioni accumulati nel 2007. D'Amico propone anche di recuperare 80 milioni risultanti da prestazioni non appropriate e comunque per somme non dovute nei confronti dei privati, così come certificato dalla commissione ispettiva. Ma gli aspetti più importanti del piano riguardano la ricontrattazione, con il Governo, della gestione finanziaria del debito per evitare maggiori aliquote, cioè il temuto ed ulteriore aumento di tasse e la reintroduzione del ticket. Proprio sul capitolo ticket l'assessore D'Amico ha fatto presente che «con l'abolizione della quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per gli assistiti non esentati, nascono nuovi problemi.I costi infatti sono coperti per 400 milioni di euro dallo Stato ma la restante parte non la conosciamo e verrà comunicato alle regioni a fine mese. Dovranno intervenire le regioni stesse con risorse proprie o reintroducendo, in tutto o in parte, il prelievo sulle prestazioni rese ai cittadini». E non è tutto, perché sul piatto, l'assessore D'Amico mette anche «l'allungamento delle cartolarizzazioni che sono in ritardo e la convocazione di tutti gli obbligazionisti per ricontrattare le condizioni». Ma i tempi sono cortissimi, entro 30 giorni bisogna completare anche la manovra di correzione per i 38 milioni di euro richiesto dal Governo lo scorso 2 settembre «ma soprattutto - specifica l'assessore D'Amico - sottoscrivere con urgenza i nuovi contratti con le strutture private accreditate, correggendo e superando ogni potenziale contenzioso visto che la stabilità dei contratti è la condizione essenziale per il rispetto degli accordi». D'Amico specifica che nell'iniziativa coinvolgerà la commissione bilancio e la presidenza del consiglio regionale nell'impresa e che consegnerà, in ogni caso, a chi vincerà le elezioni, una Regione che potrà fare affidamento solo sull'esercizio provvisorio. Saranno problemi dei nuovi amministratori approvare un bilancio definitivo a gennaio 2009, in tempi strettissimi e con margini di manovra risicatissimi. Per cercare di fare cassa D'Amico propone anche di riaprire la trattativa con il Governo per l'accesso ai fondi della legge 488, quella per lo sviluppo: «Soldi da destinare a programmi di sostegno del bilancio regionale - conclude D'Amico -, fino al completamento del piano di risanamento nel 2009».