| |
|
| |
Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563
|
|
|
|
|
|
|
25/09/2008
Il Centro
|
Convocati i sindacati, accordo vicino. Epifani contatta Colaninno e poi Letta, Air France pronta ad entrare in Cai. La Cgil avrebbe ottenuto più garanzie per i precari e per il salario dei dipendenti di terra |
|
Summit decisivo alle 11 a Palazzo Chigi per la firma. La compagnia franco-olandese parteciperebbe con una quota del 25% ROMA. Forse è la volta buona. Le prossime ore potrebbero essere quelle della stretta finale. Del resto se si fallisce stavolta è il disastro. Sembra un po' il gioco dell'Oca: dopo ventiquattr'ore di paziente ricucitura di Gianni Letta, voce grossa del premier Silvio Berlusconi, mani tese bipartisan ma severe di Walter Veltroni, incontri di Epifani con Colaninno e Letta, si è tornati quasi al punto di partenza: Alitalia acquistata dalla Cai, con il forte sostegno di Air France socia della Compagnia aerea italiana, contratto di lavoro ispirato all'emergenza e alla pace sindacale. Oggi appuntamenti a Parigi e a Roma. Alle 11, incontro Cai-sindacati a Palazzo Chigi per la firma. La giornata di ieri spazza via ogni falsa pista. Niente Lufthansa, niente British Airway. Tedeschi e inglesi non vogliono e non possono abbracciare Alitalia. Air France-Klm, al contrario, deve. Il problema sono le alleanze mondiali fra compagnie aeree. Alitalia è legata a Sky team, così come Air France-Klm. Lufthansa è dentro Star Alliance, British Airways è associata a Oneworld. Rompere l'abbraccio con i franco olandesi prima del 2011 costerebbe ad Alitalia 130 milioni di euro, il commissario non saprebbe dove prenderli e anche la Cai non sarebbe stata così contenta di sborsarli. E allora, si sono chiesti in parecchi mentre con il passare delle ore il rientro in campo di Air France-Klm si faceva più prepotente, la storia di Lufthansa, ventilata anche dal premier fino a ieri mattina come si giustifica? Semplice, con i tatticismi della politica che in questi giorni ha sfoderato tutte le proprie armi, buone e cattive, per rimettere insieme i cocci. Mentre Letta lavorava per rimettere insieme il tavolo. Alla fine il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ci è riuscito. Ieri mattina ha incontrato il presidente della Cai Roberto Colaninno con l'amministratore delegato Rocco Sabelli. Poi ha sentito più volte il commissario Augusto Fantozzi, impegnato a smussare le rigidità del presidente dell'Enac Vito Riggio. Nel pomeriggio ha ricevuto Francesco Mengozzi, ex amministratore delegato di Alitalia, ex Lehman Brothers, ambasciatore di Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France-Klm. Mengozzi portava una lettera alla quale, a quanto pare, non si poteva che rispondere «sì». E probabilmente cercava informazioni sulle questioni dei contratti. Non è un segreto che i francesi, bruciati dal «no» dei sindacati incassato in primavera, vogliono entrare quando i patti con i lavoratori saranno stati conclusi. Per questo il consiglio d'amministrazione di Air France-Klm è stato convocato per questa mattina, quando gli italiani, si spera a Parigi, avranno messo la parola fine alla complicata vertenza contrattuale fra piloti, assistenti di volo e personale di terra da una parte, Alitalia e compagnia aerea italiana dall'altra. A quanto si sa al momento i sindacati firmeranno un accordo quadro con la Compagnia aerea italiana che non è il contratto di lavoro del personale Alitalia ma di quello che la Cai erediterà da Alitalia, al netto degli esuberi e dei precari non riconfermati. Questo stesso accordo deve poi essere accettato dalle sigle di categoria, per la maggior parte autonome, che rappresentano i lavoratori della compagnia in liquidazione. Fatti incastrare tutti i pezzi, si potrebbe ripassare dall'asta alla licitazione privata, le modifiche alla legge Marzano permettono di essere molti elastici. Nel frattempo si allargherebbe la compagine societaria dalla Cai, con l'entrata al 25 per cento di Air France-Klm e, sostiene Berlusconi, di altri soci italiani. La quota di un quarto assegnata a quello che sarebbe molto di più di un partner strategico è foriera di un passaggio ulteriore, magari fra un paio d'anni. Quando i soci italiani, riportati in pareggio i conti, potrebbero tornare ai propri mestieri. La realtà è Gianni Letta impegnato fino all'ultimo in limature con Cai e sindacati. Ha visto il leader della Cgil Guglielmo Epifani fuori dalla sede del governo per chiudere il cerchio dopo che Epifani aveva contattato Colaninno nel primo pomeriggio e si era capito che si andava a una svolta: la Cgil avrebbe ottenuto assicurazioni sul reintegro nel tempo dei precari, sull'invarianza di salario per i lavoratori di terra e sul maggior numero di riposi. Quindi Letta ha convocato l'amministratore delegato della Cai l'ultima volta attorno alle 21 alla presidenza del Consiglio. Per oggi non ammette rifiuti.
|
|
|
|
|