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Pescara, 15/05/2026
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Data: 01/07/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
I consumatori applaudono ma scatta la protesta dei taxi. Presto uno sciopero nazionale. Maulucci. (Cgil) «Abbattiamo le rigidità nei settori protetti»

ROMA - Non festeggiavano così dai tempi del decreto Letta che sei anni fa bloccò le tariffe assicurative. Ieri per le associazioni dei consumatori è stata una giornata da incorniciare. Tanta euforia non ha impedito a qualcuno, il Codacons, di fare i primi conti: il provvedimento, definito «un prodigioso atto di coraggio», produrrà risparmi per 500 euro a famiglia, è la conclusione. «Positivo» il giudizio di Adiconsum, mentre secondo Altroconsumo, «il pacchetto Bersani è un grosso passo avanti». Federconsumatori e Adusbef, «pur riservandosi di esaminare il dettaglio», ritengono quella del governo una «scelta giusta». Ma il decreto convince anche Confindustria, Confartigianato e Coldiretti. «I provvedimenti - fanno osservare gli industriali - vanno nella giusta direzione». Non solo: «Si tratta di un esempio delle cosiddette riforme a costo zero» che Confindustria ha da tempo suggerito.
Qualche perplessità viene dall'associazione delle banche (Abi), secondo cui «le decisioni sono perfettamente in linea con l'orientamento espresso da Abi» nella parte in cui s'impone agli istituti di credito l'accelerazione dei tempi di comunicazione al cliente. «Perplessità» invece sulle «variazioni automatiche del tasso d'interesse» che configurerebbero «una misura dirigistica». Di qui la richiesta di un incontro urgente con il governo. Sul fronte opposto si schierano per motivi diversi Confcommercio e Ania (assicurazioni). L'associazione dei commercianti, guidata da Carlo Sangalli, non scende nel merito, ma si limita a biasimare il metodo, cioè la mancanza di concertazione preventiva. Per le compagnie assicurative i punti critici sono due: la norma sul plurimandato, che determinerebbe costi più alti; e l'introduzione da gennaio prossimo dell'indennizzo diretto, per il quale, secondo l'Ania, ci sono ancora problemi applicativi.
La protesta, con tanto di manifestazioni spontanee, si registra sul fronte dei tassisti: a Linate sono stati in 200 ieri a incrociare le braccia procurando notevoli disagi ai passeggeri, a Torino le adesioni sono state vicine al 100%. Le organizzazioni di categoria, riunitesi a Roma, hanno dato vita a un coordinamento denominato «Taxi italiano», che annuncia al più presto uno sciopero nazionale. Il malumore del settore contro la liberalizzazione è molto forte: lo registra anche la Filt-Cgil, a dispetto della posizione della Cgil nazionale che, con la segretaria confederale, Marigia Maulucci, plaude «all'abbattimento delle rigidità nei settori protetti». Forte anche il dissenso dei farmacisti, espresso da Federfarma (ma anche dall'associazione degli industriali farmaceutici, Farmindustria), che accusa il governo di «stare con i forti», e in particolare di tutelare l'interesse delle Cooperative a vendere i farmaci nei supermercati. La Coop, da parte sua, sottolinea positivamente il fatto che il governo abbia accolto l'idea, contenuta in una proposta di legge popolare, in calce alla quale Coop aveva raccolto 800 mila firme.

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