PESCARA. Un campo da affidare agli anziani al posto del Centro Oli, terra contro petrolio, orti contro piattaforme. Con una delibera approvata ieri sera, il comune di Pescara ha deciso di acquistare per 50 mila euro un lotto di terreno all'interno delle aree nelle quali dovrebbe sorgere l'impianto.
Luciano D'Alfonso conferma il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar dell'Aquila che ha bocciato i ricorsi di associazioni ambientaliste e Comuni contro il Centro Oli e si mette alla guida del gruppo di amministrazioni unite in un «no» bipartisan che hanno scelto la via della resistenza giudiziaria e civile al progetto. Lo fa annunciando l'acquisto di un appezzamento nel territorio di Ortona allo scopo, si legge nel documento, «di destinarlo alla realizzazione di un progetto di carattere sociale, finalizzato alla coltivazione agricola da parte delle persone anziane residenti nel territorio regionale, allo scopo di valorizzare e salvaguardare la zona dal punto di vista agricolo e ambientale».
«Dopo Pescara», assicura il sindaco del capoluogo adriatico, «sono convinto che altri seguiranno: so che lo faranno Francavilla, San Giovanni Teatino, Fossacesia». Un pezzo di terra dopo l'altro per impedire l'insediamento dell'impianto dell'Eni in contrada Feudo, piccoli bastoni negli ingranaggi di una grande ruota che minaccia di non fermarsi. «Per quanto riguarda le valutazioni inerenti l'impatto nei riguardi delle coltivazioni di pregiate colture agricole» ha sentenziato il Tar nei giorni scorsi, «anche la ricerca e la lavorazione di idrocarburi è del pari tutelata e assume una valenza pari se non addirittura superiore a quella agricola, nel momento attuale in cui l'economia italiana sopporta gravi disagi conseguenti alla situazione mondiale nel campo delle risorse energetiche».
Ma il fronte del «no» è deciso a non arrendersi.
Persa la carta del Tribunale amministrativo, dunque, Pescara rilancia, interponendosi con un atto formale tra il gigante Eni e la popolazione: «Anziché interloquire con i cittadini singoli, la società si troverà di fronte la forza dell'amministrazione» spiega D'Alfonso. «Abbiamo individuato il terreno con l'aiuto del comitato spontaneo sorto per dire no alla raffineria. Si tratta di far capire che il valore di quel territorio sta a cuore anche alle istituzioni locali, perché noi riteniamo che lo sviluppo debba essere definito e coltivato dalle comunità locali». Per sostenere le iniziative di associazioni ambientaliste, aziende e consorzi agricoli e salvaguardare le attività turistiche e imprenditoriali presenti nella zona, dunque, l'amministrazione assume «una iniziativa dal forte valore simbolico» e individua con precisione, nella delibera, la particella catastale che corrisponde al terreno scelto (foglio 6, particella 547, qualità: classe seminativo), destinando all'acquisto la somma di 50 mila euro, prelevati dal fondo di riserva. La motivazione: «acquisto terreno nel territorio del comune di Ortona per finalità di salvaguardia e tutela ambientale». Un provvedimento che, adesso, dovrà passare all'esame del consiglio comunale.
«Noi riteniamo che sia un bene irripetibile quello che viene messo in campo» spiega D'Alfonso al termine della seduta di giunta, «un giacimento naturale, ambientale e paesaggistico che vogliamo che sia preservato nella sua integrità: Pescara ha una idea della sua competenza che non si esaurisce dentro le mura della città, perché anche la sua dimensione turistica ha bisogno che le sue vicinanze territoriali abbiano un carico di integrità che solo il pieno rispetto della natura così come l'abbiamo trovata ci può dare».