PESCARA. Le primarie del Partito democratico si terranno il 19 ottobre, slittanno di una settimana rispetto alla data preventiva del 12. Sette giorni per fare entrare nella competizione anche persone che non siano solo dirigenti, amministratori e ras locali del Pd. Aggiustamento che tiene conto della richiesta dell'assemblea che il Pd ha tenuto mercoledì sera a Pescara.
I militanti chiedono una maggiore partecipazione e regole che permettano l'ingresso di qualche faccia nuova nelle liste per le elezioni regionali anticipate del 30 novembre. Il dibattito interno fa segnare due novità, la rinuncia a partecipare anche alle primarie di Giorgio D'Ambrosio sindaco di Pianella sotto indagine come amministratore Ato per la vicenda dei pozzi inquinati di Bussi. «Non mi presento alle primarie ma ho approvato il documento dell'assemblea», fa presente D'Ambrosio. In bilico, invece, l'assessore Donato Di Matteo anche lui inquisito con la stessa accusa di D'Ambrosio, che rimette però al partito la decisione di una sua candidatura. «Sono a disposizione del partito», dice Di Matteo, «se mi propongono sono a disposizione, se poi il partito ritiene utile la mia uscita di scena lo farò. Continuerò a fare il medico perchè a differenza di altri ho una professione». Di Matteo a sorpresa malgrado le critiche che gli sono piovute addosso dai dipietristi ritiene che la candidatura di Carlo Costantini annunciata da Di Pietro sia una buona scelta. «In merito alla candidatura a presidente dell'avvocato Costantini», afferama Di Matteo, «la ritengo importante. E' un professionista molto stimato dalla gente». Il caso di D'Ambrosio e Di Matteo ha animato il dibattito nel Pd. Non solo perchè inquisiti ma, soprattutto, perchè grandi portatori di voti. Consensi ottenuti, secondo le accuse politiche, attraverso la gestione dei servizi idrici, il cosiddetto «Partito dell'acqua» che è nel mirino dei dipietristi e Rifondazione. Il Pd però è nella difficile posizione di non concedere troppo agli alleati ma anche di non reprimere le pressanti richieste di rinnovamento.
Ieri il segretario Luciano D'Alfonso aveva aperto spiragli sia nel Pd ma anche verso le richieste degli ex partiti alleati, indicando nella coalizione da costruire «l'obiettivo essenziale», quindi se ci saranno candidature «ingombranti» il Pd «affronterà la questione». «L'assemblea», sottolinea il parlamentare Giovanni Lolli, «ha scelto le primarie, una decisione importante perchè dopo quello che è successo è una occasione per richiamare l'attezione dei 134 mila abruzzesi che nell'ottobre 2007 parteciparono alla elezione del segretario Pd».
Nel partito poi c'è irritazione per la risposta di Rifondazione all'assemblea regionale. «Noi stiamo cercando di fare il massimo sforzo possibile perchè il risultato delle elezioni non è già scritto», commenta il vice segretario Camillo D'Alessandro, «la scelta delle primarie è un modo il più ampio possibile per far partecipare i cittadini alla indicazione dei candidati. Nel contempo lavoriamo affinchè nasca una nuova coalizione, ma questo deve avvenire senza minacce e senza diktat ma in modo condiviso su programmi e persone».