ORTONA. Reazioni vivaci a Ortona, all'indomani della notizia che il sindaco di Pescara e segretario regionale del Partito democratico, Luciano D'Alfonso, ha deciso di deliberare, con la giunta municipale del capoluogo adriatico, lo stanziamento di 50mila euro per acquistare parte dei terreni ancora non acquisiti dall'Eni nell'area del Feudo, dove dovrebbe sorgere il Centro oli. Il sindaco di Ortona, Nicola Fratino, consiglia «di mettere un freno alla fantasia e pensare a iniziative comuni per impedire il ridimensionamento del distretto Eni», mentre la sezione locale del Pd apprezza l'intenzione di D'Alfonso che ha lo scopo, secondo il segretario, Gianluca Coletti, di evitare di svendere pezzi di Ortona e il futuro del litorale teatino-pescarese.
«E' vero che la politica è l'arte dell'impossibile, ma il sindaco di Pescara davvero non pone limiti alla sua già fervida fantasia», afferma Fratino, «esortiamo tutti i rappresentanti delle forze politiche e delle istituzioni a un'assunzione di responsabilità. Abbiamo il dovere di affrontare la questione, anche perché ci sono importanti realtà produttive che rischiano la crisi e, di conseguenza, tantissimi lavoratori potrebbero perdere il posto. Cercare di cavalcare il fronte del no per strappare un consenso elettorale alla vigilia del rinnovo del consiglio regionale appare come uno strenuo tentativo di evitare la debacle».
Il fatto che l'ente idrocarburi abbia presentato il piano aziendale in Comune ai soli rappresentanti del centrodestra scatena la reazione del Pd. «Abbiamo appreso che l'Eni ha presentato all'amministrazione un piano che prevede la trasformazione del distretto in polo operativo», dicono Coletti e il consigliere Enzo D'Ottavio, «riteniamo che sia necessario mettere a conoscenza del piano l'intero consiglio comunale e che il sindaco Fratino si adoperi, attraverso l'organizzazione di un incontro con i vertici Eni e i sindacati, perché vengano forniti dati e informazioni relativi al piano, per permetterci di svolgere al meglio il compito istituzionale di rappresentanti democraticamente eletti. Riteniamo inopportuno creare allarmismo tra i lavoratori dell'indotto alla luce del fatto che, a oggi, né il consiglio comunale né la Regione hanno potuto conoscere il piano dell'Eni. Non è bene strumentalizzare la questione occupazionale tenuto conto che le aziende nate a Ortona grazie alla presenza dell'Eni lavorano in tutto il mondo, a prescindere dal Centro oli. Continueremo ad agire nell'interesse del comprensorio e prendiamo atto che nel centrodestra c'è qualcuno che vuole porsi come unico interlocutore dell'Eni». Sulla sentenza del Tar, che ha giudicato inammissibili i ricorsi presentati contro il Centro oli, il Pd non commenta né giudica. Precisa però che «il tribunale ha chiarito quando ha avuto origine la vicenda, nel 2001, quando Regione, Provincia e Comune, hanno rilasciato parere positivo con troppa leggerezza. La sentenza né smentisce né conferma se ci siano problemi per ambiente e salute. Valuteremo se esistano gli estremi per il ricorso al Consiglio di stato e apprezziamo l'iniziativa di D'Alfonso, così come tutte le iniziative, che mirano a evitare la svendita del nostro territorio».