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Pescara, 30/04/2026
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Data: 27/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Nel centrosinistra non c'è spazio per l'Udc» Lo stop arriva da Sinistra democratica. Donadi (IdV): «Gravissima la scelta di candidare gli indagati»

L'AQUILA - No agli indagati nelle liste (come ieri sera ha tuonato anche il capogruppo alla Camera dell'IdV, Massimo Donadi) e no all'Udc nella coalizione di centrosinistra. Il nuovo stop al Pd arriva da Sinistra democratica, e non da un militante qualsiasi, ma da Claudio Fava, il coordinatore nazionale del partito, intervenuto ieri al convegno sui problemi della sanità e della salute dei cittadini abruzzesi. Il no al partito di Casini, Fava l'ha pronunciato alla presentazione del convegno che si è tenuto a palazzo Silone. Con lui c'erano Betty Leone e Gianni Melilla, capogruppo di Sd alla Regione. Insieme hanno presentato la "bozza di programma" di Sinistra democratica per la Sanità abruzzese. «Affronteremo l'appuntamento elettorale del 30 novembre- ha detto Fava- come una campagna elettorale nazionale e non come un test regionale». Ed ha aggiunto che sono due i punti fermi per Sd. «Il primo: gli indagati o i raggiunti da avvisi di garanzia devono fare un passo indietro, non per pregiudizio ma per un supplemento di trasparenza e rigore. Il secondo, dobbiamo lavorare per ricostruire un centrosinistra che abbia segni indispensabili di coerenza politica, e in in questo senso non c'è spazio per l'Udc che ha una lettura molto diversa dalla nostra sulle emergenze del Paese». E per eliminare ogni dubbio: «Non siamo disponibili ad entrare in un'alleanza in cui ci sia anche l'Udc. Veltroni lo sa perché ne abbiamo parlato». E' toccato a Betty Leone e Melilla spiegare i contenuti del progetto per la sanità abruzzese elaborato da Sinistra democratica. «Per rispondere alla domanda di salute dei cittadini- hanno detto- è necessario agire lungo tre direttrici. La prima: riorganizzare e stabilizzare la spesa separando il mercato privato sal servizio pubblico. Sinora gli imprenditori privati erano stati coinvolti nella programmazione dei servizi come parte integrante del sistema pubblico. Per noi è necessario stabilire ruoli differenti tra i due comparti, perciò vanno riviste tutte le convenzioni tra Regione e strutture private». Va poi realizzata, dice Sd, l'integrazione socio sanitaria. «In Abruzzo- aggiunge- il processo di integrazione è in ritardo e deve essere accelerato costituendo un fondo ad hoc a cui destinare una parte del fondo sanitario e una parte del fondo sociale». Il terzo obiettivo da cogliere è, secondo Sd, la partecipazione dei cittadini e degli operatori al controllo del Servizio sanitario.
Quanto all'IdV, secondo Donadi è «gravissima la scelta del Pd di avviare al proprio interno primarie aperte anche a persone indagate».



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