Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563



Data: 28/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
La "cinquina" in mano a Berlusconi, ma la guerra continua. Patto Tagliente-Scelli per la Regione. Battuta d'arresto per Chiodi dopo la richiesta di rinvio a giudizio per la discarica

PESCARA - Alla fine sarà Berlusconi a pescare nel mazzo: Gaetano Quagliariello si presenterà da lui a metà settimana con il pacchetto di nomi, tre più due. Cinque candidati tra i quali estrarre il favorito per la presidenza: un numero che tradisce la difficoltà di sintesi di Forza Italia e che non mette a tacere i malumori tra quelli che si sono dovuti tirare indietro. Ma è anche vero che il giudizio di Quagliariello accompagnerà la cinquina, per questo adesso molti si interrogano su una frase sibillina pronunciata a Pescara dal senatore: «Scelli è patrimonio del partito» ha detto lui, e chissà se equivale a una promozione o a una bocciatura. I tre nomi di Forza Italia rappresentano una perfetta ipotesi di equilibrio: c'è Scelli che è un deputato oltre che capolista alle passate Politiche, c'è Piccone che è un senatore e c'è Tagliente che è un consigliere regionale, mentre Chiodi che non ha la tessera azzurra fa parte del pacchetto di riserva targato Pdl insieme a Fabrizio Di Stefano di An. E in questo momento della battaglia dentro il centrodesta, ci si affida alle interpretazioni: Chiodi, sponsorizzato da Pastore, è sempre in rampa di lancio nonostante le quotazioni del coordinatore regionale siano in ribasso, proprio perchè rappresenterebbe il vero candidato Pdl, nè forzista nè aennino. Anche se la richiesta di rinvio a giudizio per il disastro ambientale del Tordino che gli è piovuta tra capo e collo venerdì, proprio nel giorno della visita di Quagliariello (a cui è stato subito messo in mano il giornale con la notizia), rappresenta per lui una nuova battuta d'arresto.
Scelli invece, molto sostenuto da Daniele Toto e quindi da Denis Verdini, può contare su un forte tifo romano; e lo stesso Fabrizio Di Stefano senatore di An potrebbe risultare avvantaggiato dalle lotte intestine di Forza Italia. Un discorso a parte merita Tagliente: in realtà ci sarebbe una specie di patto di reciproco sostegno tra Scelli e Tagliente, patto che si sarebbe consolidato nei mesi della feroce opposizione ad Andrea Pastore e che tenderebbe a far candidare alla presidenza della Regione indifferentemente uno dei due. Ma alla fine l'ex commissario della Croce Rossa preferirebbe tenersi fuori dall'Abruzzo in attesa di essere ripescato a Roma per un posto da sottosegretario o magari da ministro. Intanto in Abruzzo continua la sua battaglia per il "listino pulito": no a candidature clientelari dice il deputato azzurro che insiste perchè il listino diventi espressione del candidato alla presidenza, una specie di squadra di sua fiducia, formata perchè no da esponenti della società civile.





www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it