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Data: 28/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scuola, Epifani: pronti allo sciopero generale. «Basta con i tagli. Spero in una iniziativa unitaria». Il Pdl difende la Gelmini: sarà un altro boomerang

ROMA «Quasi un milione di persone sono scese in piazza nelle città italiane», dice la Cgil. Sono scese in piazza per protestare contro la politica economica del governo, a Milano, a Torino, a Brescia, a Genova, a Bologna, a Ravenna, a Perugia, a Napoli, a Bari, a Palermo, in 200 città del Paese. E a Roma, a piazza Farnese, davanti a 15 mila persone, il segretario generale Guglielmo Epifani annuncia che è solo l'inizio: «Se le cose non cambiano andremo allo sciopero generale di tutta la scuola».
Le misure di risparmio sulla scuola e sulla pubblica amministrazione sono forse al primo posto nella lista degli errori che la Cgil imputa al governo. «Paghiamo di più per avere di meno e favorire la sanità privata e la scuola privata» protesta Epifani. E si rivolge a Mariastella Gelmini: «Cara ministra, come fa a dire che i bambini meno stanno a scuola e più possono imparare? In quale testo di pedagogia è stato prelevato questo concetto? Lo capirei per i liceali e per gli universitari, ma è questa la funzione della scuola primaria? Perché distruggerla?»
L'atto d'accusa Epifani passa poi ai grandi temi economici nazionali: «Dalla cassa integrazione in Fiat ai problemi dell'industria manifatturiera, alla crescita zero in economia, non ci risulta che il governo abbia abuto un'idea, che si sia mosso. Si perde occupazione, nel privato come nel pubblico. E poi il nodo salari e pensioni». Cioè il nodo delle tasse su salari e pensioni, in particolare quello che tecnicamente si chiama "drenaggio fiscale": «Con questa inflazione, un lavoratore dipendente o un pensionato pagano mediamente 300 euro in più di Irpef».
Dunque la Cgil si prepara a manifestare ancora e a scioperare. E gli altri sindacati? Cosa faranno la Cisl e la Uil? Potrà chiamarsi fuori la Cisl, che ha una forte base nel pubblico impiego e nella scuola (in particolare nelle scuole elementari?)
Ieri il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha spiegato la sua posizione. Innanzitutto ha confermato l'appuntamento per il prossimo 4 ottobre a Roma, al Palazzetto dello Sport. Lì si riuniranno tutti i quadri del sindacato, per «riproporre la propria battaglia». A partire dal 5 invece partiranno le riunioni di «quadri, militanti e iscritti» in tutte le città d'Italia. Lo slogan sarà: «La Cisl unisce, la Cisl contratta, la Cisl si mobilita».
Dice Bonanni: «Chiediamo che il governo, che non l'ha fatto con la Finanziaria, porti avanti politiche di intervento sul pubblico». Ancora, il segretario della Cisl chiede «un decreto da inserire in Finanziaria» nel quale si preveda «l'abbattimento di tre volte delle tasse sul salario di produttività, e lo chiediamo nel privato e anche nel pubblico». Sulla scuola, Bonanni chiede al governo «di aprire una discussione più seria». E sul pubbligo impiego, lancia un messaggio al ministro Renato Brunetta «Se non cambia linea, al posto di riorganizzare la pubblica amministrazione la complicherà ancora di più».
E lo sciopero? Bonanni non ne parla. Ma rivolge a Epifani un appello all'unità. Più che un appello è un rimprovero: «Non capisco perché la Cgil abbandoni il convoglio unitario per fare una propria manifestazioncina. Siamo preoccupati. È sbagliato dividere il mondo sindacale, rovinando così un ottimo lavoro svolto in questi anni».
Tornando alla scuola, dopo le dichiarazioni di Epifani si è registrata ieri una levata di scudi in difesa della Gelmini da parte di tutta la Pdl, il suo partito. Per il portavoce Daniele Capezzone, «la forsennata campagna di Epifani contro la grande riforma della scuola sarà un autogol». Hanno sostenuto le ragioni della ministra anche Italo Bocchino, Renato Farina, Beatrice Lorenzin, e (per la Dca) Gianfranco Rotondi.


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