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Data: 29/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«È tardi per cancellare la legge anti-sindaci». Marini boccia la proposta che il Pd presenterà domani in consiglio regionale

«La norma, però, è sbagliata e deve essere sostituita nella prossima legislatura»

PESCARA. «È tardi per cancellare la legge anti-sindaci». Franco Marini boccia senza mezzi termini la proposta che domani, per iniziativa del Pd, tornerà in consiglio regionale. Secondo l'ex presidente del Senato, padre nobile abruzzese del Partito democratico, la priorità deve andare alla «ricostituzione del quadro istituzionale abruzzese», devastato dall'inchiesta che ha decapitato la Regione. Non c'è tempo, secondo Marini, che però tiene a evidenziare una premessa. «È indubbio», afferma l'ex leader sindacale, «che la legge approvata dal centrodestra nel 2005 per impedire la candidatura di D'Alfonso è sbagliata e doveva essere già abolita».
La legge anti-sindaci per Marini va eliminata. «Serve un impegno forte e deciso per cancellarla». Ma non con le elezioni alle porte. «È altrettanto vero però che non si può fare adesso, all'ultimo minuto», prosegue l'ex seconda carica dello Stato, «questo deve essere un impegno per la prossima legislatura». La priorità va assegnata al voto e al ritorno a una piena funzionalità dei vertici della Regione.
«L'Abruzzo», prosegue Marini, «per affrontare la difficile situazione economica del Paese, ha bisogno della ricostituzione di un governo e di un quadro istituzionale definito». Per questo, è necessario non rinviare l'appuntamento già fissato con il voto e ridare una guida stabile alla Regione, «pur esprimendo apprezzamento per il buon lavoro fatto in questi mesi dal presidente vicario Paolini». L'ex presidente del Senato sgombra il campo dal dubbio, insinuato dal centrodestra, che la proposta di cancellazione della legge-antisindaci, da mettere ai voti nella prossima seduta del consiglio regionale, sia un tentativo del Pd per prendere tempo e rinviare le elezioni a primavera. «Per quanto ne so io», conclude, «la linea del partito è di dare certezze agli abruzzesi e di andare alle elezioni a novembre, come previsto».
Sulla polemica innescata dal centrodestra per il rischio di slittamento del voto interviene la segreteria regionale del Pd. «Dopo la grave crisi istituzionale nella nostra regione», afferma, «siamo stati da subito favorevoli al ricorso immediato alle urne, e abbiamo chiesto al presidente reggente della giunta regionale, dirigente del nostro partito, di adoperarsi in questa direzione, così come è stato fatto fissando le elezioni per il 30 novembre, prima data utile in base alle norme di legge vigenti».
I fatti, a detta del partito guidato da Luciano D'Alfonso, smentiscono quanto sostenuto nei giorni scorsi dall'opposizione. «Non abbiamo cambiato idea», afferma la dirigenza regionale, «siamo contrari ad ogni ipotesi di rinvio». La questione della modifica della legge elettorale, però, resta aperta e il Pd lavora anche su questo fronte. «Siamo impegnati per consegnare all'Abruzzo regole democratiche», fa sapere la segreteria, «e che possano ridare stabilità e credibilità all'istituto Regione». Questo sarebbe il motivo che ha spinto il partito a rilanciare l'idea della cancellazione immediata della norma sulle incompatibilità «Per questo eravamo favorevoli ad una modifica della cosiddetta legge anti-sindaci, come chiesto dall'Anci Abruzzo», sottolinea ancora la diregenza del Pd, «che rimuovesse una palese ingiustizia nei confronti di tanti validi amministratori e dei cittadini che si riconoscono nel loro lavoro al servizio della collettività». L'efficacia della modifica della normativa, però, non dovrebbe essere immediata. «Riteniamo importante che l'aula consiliare e la comunità politica che in essa è rappresentata ne discutano», insiste il Partito democratico, «trovando le soluzioni più opportune perché tale ingiustizia sia rimossa a partire dal 2013, anche attraverso una formale manifestazione di volontà del consiglio a modificare la legge nella prossima legislatura».
Il pericolo di uno slittamento della consultazione a primavera, dunque, è scongiurato. «Ciò non comporterà alcun rinvio del voto», sostiene ancora il Pd, «e sarebbe un segnale positivo di unità della classe dirigente politica in un momento così difficile della nostra vita istituzionale». Il Partito democratico punta sulla definizione di «un'agenda programmatica» che faccia ripartire lo sviluppo della regione e che sarà presentata venerdì con una manifestazione al cinema Sant'Andrea di Pescara.
«Vogliamo costruire una nuova, larga e durevole alleanza», conclude il partito, «per dare alla Regione, con il voto del 30 novembre, un nuovo governo e una nuova classe dirigente scelta con le primarie del 19 ottobre».

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