Di Stefano (An): disegno perverso del Pd. Evangelista: bene il rinvio delle elezioni
PESCARA - Un terremoto. La legge anti-sindaci e il sospetto che il Pd abbia trovato sponde nel centrodestra per farla approvare in consiglio regionale e di conseguenza rinviare il voto a primavera, fa tremare il Pdl. E' una domenica al cardiopalma quella che vivono ieri centrosinistra e centrodestra, nel tentativo di tranquillizzare l'elettorato e di smentire ogni ipotesi di tradimento. Ma sui tavoli delle redazioni piovono chili di comunicati e di interventi.
«Il tentativo di approvare la legge sulle incompatibilità dei sindaci per far saltare le elezioni regionali non è un'ipotesi peregrina - dice il segretario regionale di An e senatore Fabrizio Di Stefano - Diversamente non si spiegherebbe perchè dopo la bocciatura registrata in consiglio regionale prima della pausa estiva e dopo il parere negativo formulato in materia dal ministro Fitto, se ne torni a discutere nuovamente ora, a una manciata di giorni dalle elezioni». Non c'è alternativa, secondo Di Stefano: «Delle due l'una: o Roselli ha preso una cantonata o siamo di fronte a un disegno perverso che l'intervento de Il Messaggero ha messo bene in evidenza». E poi un richiamo all'ordine: «Sono sicuro che i consiglieri regionali tutti, nessuno escluso, si adopereranno affinchè tale sveltina non vada in porto, consapevoli che procastrinare il ritorno a un governo vero della Regione rappresenti un'eventualità sciagurata che rischia di paralizzare definitivamente il sistema Abruzzo». Ma quel che allarma Di Stefano è che «da parte del centrosinistra non giungano smentite, a conferma che c'è chi ha qualche furbata in mente». In quel caso An è pronta a chiedere l'intervento del ministro Fitto e a impugnare il provvedimento.
E in realtà lo stesso Bruno Evangelista, ex Idv, finito tra i sospetti sostenitori occulti della legge anti-sindaci insieme a un gruppo di azzurri, confessa che da sempre è favorevole a un rinvio delle elezioni, e sulla legge anti-sindaci dice: «E' auspicabile che il progetto di legge possa trovare il consenso della maggioranza anche in maniera bipartisan». Il rinvio a primavera è auspicabile, secondo Evangelista, «perchè sono in corso inchieste giudiziarie oltre Fira e Sanitopoli che coinvolgono personalità sia di centrodestra che di centrosinistra, e perchè una spesa di 10 milioni di euro è insostenibile per le casse regionali mentre l'accorpamento con le provinciali di primavera avrebbe evitato un aggravio per i cittadini». Ed è su questa linea anche Andrea Catena del Pd: «Siamo contrari a ogni ipotesi di rinvio delle elezioni. Allo stesso tempo siamo favorevoli a una modifica della legge anti-sindaci, come chiesto dall'Anci Abruzzo, e riteniamo importante che la comunità politica ne discuta nell'aula consigliare, perchè l'ingiustizia sia rimossa a partire dal 2013».
Per Mascitelli dell'Idv «l'abrogazione della legge poteva e doveva essere fatta prima, ora è troppo tardi. Se ciò avvenisse porteremmo in Parlamento con interrogazioni urgenti il clima di illegalità e di "Repubblica delle banane" della nostra regione». E sull'ipotesi di un "tradimento" da parte di consiglieri azzurri, Nazario Pagano di Fi considera «disperato, irresponsabile e patetico il tentativo della morente maggioranza di spostare la data delle elezioni». Pagano rivendica «la determinazione con cui abbiamo costretto Paolini a emettere il decreto di indizione delle elezioni per il 30 novembre». E Tagliente, D'Orazio e Orsini di Forza Italia «rispediscono al mittente le illazioni circa un nostro possibile sostegno al tentativo del Pd di far slittare la data delle elezioni». E se Tagliente si dichiara contrario al rinvio punto e basta, D'Orazio chiarisce che «una cosa è la necessità di intervenire sulla legge nella prossima legislatura, un'altra sostenere l'ultimo scriteriato colpo di coda di un animale morente come il Pd». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Leo Orsini. Domani la dimostrazione in Consiglio.