Autonomie locali, manifestazione al Comune: «Non siamo fannulloni»
L'autunno caldo non s'č fatto attendere. Al grido di "non siamo noi i fannulloni" i dipendenti pubblici scendono oggi in piazza con i sindacati per contestare il piano del governo nazionale per il riordino del comparto delle autonomie locali. Dove la parola riordino sta per ridimensionamento a colpi di scure: il ministro Brunetta, autore del decreto trasformato nella legge 133/08, ha predisposto una riforma con l'obiettivo di ridurre la spesa della pubblica amministrazione di almeno due miliardi e mezzo da qui a tre anni. Tra le novitą introdotte spiccano i criteri di merito legati alla produttivitą dei dipendenti e per contro spicca anche - ed č motivo di forte contestazione - la lotta ai "fannulloni", per la quale sarą possibile secondo legge licenziare il dipendente pubblico per scarso rendimento, per la falsificazione di attestati e per la presentazione di certificati medici falsi. Ce n'č quanto basta per la mobilitazione generale, organizzata appunto per questa mattina dalle organizzazioni sindacali anche in Abruzzo.
A Pescara l'appuntamento č a piazzale Chiola, di fronte all'ingresso di palazzo di cittą. In caso di pioggia - non prevista in veritą ma non si sa mai - i manifestanti avranno accesso alla sala consiliare per riunirsi in assemblea. Altre iniziative analoghe sono state organizzate presso tutti gli enti locali.
«Protestiamo contro un attacco indiscriminato alla nostra dignitą e professionalitą - si legge in una nota a firma di Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica -. Ma protestiamo soprattutto di fronte all'attacco feroce nei confronti del salario, conseguente al ritardo nel rinnovo contrattuale ed inasprito in maniera inaccettabile dai tagli ai fondi per la produttivitą dei lavoratori».
I lavoratori del settore autonomie locali contestano il fatto che il governo abbia messo a punto l'abbattimento della spesa cominciando proprio col prendere di mira le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici, minacciati da una serie di tagli profondi in termini di posti lavoro e di stipendio. «Il governo intende far pesare interamente sui lavoratori pubblici e su Regioni, Province e Comuni il risanamento del bilancio dello Stato, tagliando il salario dei dipendenti e nello stesso tempo sottraendo risorse agli Enti Locali che, di riflesso, sottrarranno fondi ai servizi che di conseguenza i cittadini dovranno pagare direttamente o con nuove tasse».
I lavoratori delle autonomie locali chiedono un salario «dignitoso e sicuro con cui si possa mantenere le proprie famiglie» e non si tirano indietro tout court nella battaglia contro i fannulloni, anzi: «Chiediamo che i tanto sbandierati "fannulloni" vengano scovati e puniti come la legge dispone, ma chiediamo anche che vengano valutate le tante responsabilitą che comportano il malfunzionamento del pubblico impiego e che si apra una riflessione vera e profonda sulla responsabilitą politica». I lavoratori chiederanno stamani al sindaco Luciano D'Alfonso di essere ricevuti.