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Pescara, 30/04/2026
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Data: 30/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Disoccupati in aumento, 300 mila in più. La percentuale al 6,7. Sale anche l'occupazione di stranieri e part-time

Disastroso il secondo trimestre 2008. Si sono rimesse a cercare lavoro anche persone che avevano rinunciato. Colpa della crisi

ROMA. La disoccupazione rialza la testa in Italia e, in un anno, fa crescere il relativo tasso di un punto percentuale, fino al 6,7%. L'aumento del numero dei disoccupati nel confronto tra il secondo trimestre del 2008 con quello del 2007, è addirittura del 20%. L'Istat ha diffuso ieri una serie di dati sulla forza lavoro nel secondo trimestre del 2008 che non sembrano essere per nulla confortanti anche se risultano in qualche modo contraddittori.
Infatti all'aumento delle persone in cerca di lavoro, quasi 300 mila in più in un anno e pari ormai ad oltre 1,7 milioni, corrisponde anche una crescita degli occupati, saliti dell'1,2% su base annua, con 283 mila lavoratori in più. In questo caso, rileva tuttavia l'istituto di statistica, l'incremento, oltre ad essere meno sostenuto che nel passato, riflette essenzialmente l'aumento della popolazione straniera e del part-time, che coinvolge sempre più anche gli uomini e che ormai, per circa due terzi, è involontario. L'Istat ha diffuso anche i dati di luglio sul lavoro e le retribuzioni nelle grandi imprese. Anche in questo caso l'occupazione mostra stagnazione se non arretramento: è sostanzialmente ferma sia rispetto a giugno sia nel complesso dei primi 7 mesi 2008, con -0,3% in un anno. A luglio sono però aumentate in maniera «eccezionalmente ampia» le retribuzioni: +9% in un anno, +9,5% rispetto a giugno. Slittati a luglio il pagamento di premi e gratifiche normalmente erogate in giugno.
E' invece diminuito dello 0,1% il numero di ore straordinarie. In media nelle grandi imprese il ricorso allo straordinario è stato pari al 5,7% delle ore ordinarie.
Nel 2º trimestre, il tasso di occupazione è al 59,2%,+ 0,3%. Per la disoccupazione il dato attuale evidenzia anche altri fattori: innanzitutto interessa tutto il territorio e non solo il Mezzogiorno. Inoltre l'aumento riflette sia la crescita degli ex occupati sia degli inattivi, soprattutto donne del sud. Nel Mezzogiorno l'allargamento dell'area della disoccupazione è infatti dovuto per lo più a persone che un anno prima si dichiaravano inattive: donne prima scoraggiate a trovare un impiego ma che ora, forse per il deteriorarsi delle condizioni economiche, sono costrette comunque a cercare un impiego. La disoccupazione, ha commentato il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, dipende ora «dagli effetti della crisi e quindi dall'aumento degli ex occupati e delle persone che, uscite dall'inattività, tornano a cercare un impiego che non sia precario». Anche il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, segnala il «dato sociologico, oltre che statistico, decisamente preoccupante» delle persone disoccupate e in cerca di lavoro. Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e capogruppo Pd nella commissione Lavoro della Camera, osserva che «si sentono i primi segnali che derivano dalla stagnazione dell'economia e dal rallentamento delle politiche di stabilizzazione voluto dal governo» anche nel pubblico impiego.



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