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Pescara, 30/04/2026
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Data: 30/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
D'Alfonso: «Nessun rinvio del voto». «Ma è utile discutere della legge antisindaci perché è all'origine dei guai dell'Abruzzo»

L'AQUILA-C'è chi prevede una seduta al calor bianco e tensioni a non finire, ma tutto potrebbe risolversi in poche battute e qualche accusa di troppo. Insomma una bolla di sapone, o quasi. Pochi minuti di dibattito e poi si volta pagina e il Consiglio passa ad altro. Perché sul "no" all'abrogazione della legge che proibisce ai sindaci di presentarsi alle elezioni regionali, si registra già alla vigilia della discussione all'assemblea regionale, una convergenza che vede schierata non soltanto l'opposizione, l'Italia dei Valori e la sinistra radicale, ma lo stesso Luciano D'Alfonso che il centrodestra aveva indicato come il regista occulto di un'operazione che avrebbe dovuto portare allo slittamento del voto. «Il rinvio delle elezioni- ha detto ieri il sindaco di Pescara che è anche segretario regionale del Pd-non esiste nè in cielo nè in terra. Quello che è doveroso è riprendere un'iniziativa istituzionale all'altezza dei problemi dell'Abruzzo». Dunque nessun complotto anche se «sulla legge antisindaci «sarà utile una riflessione in Consiglio anche per cristallizzare il momento in cui sono iniziati i guai dell'Abruzzo e si è cominciato a sbagliare per l'individuazione delle classi dirigenti». E a proposito dei rapporti con gli altri partiti ha aggiunto: «Abbiamo una buona intesa con tutti i soggetti del centrosinistra. Ci preme mettere in campo una colazione nuova, forte, che vinca, che possa assumere impegni e mantenerli». D'Alfonso ha poi anticipato che il prossimo 3 ottobre, venerdì, al Cinema Sant'Andrea di Pescara si terrà una assemblea del Pd in cui sarà presentato «il patto etico» del partito «per ristabilire - ha detto - un forte legame tra la cittadinanza e la classe dirigente. Stabiliremo che non potranno esserci più di due candidature, più di due mandati per gli eletti in Consiglio regionale, così come stabiliremo una revisione delle competenze economiche degli stessi eletti, facendo in modo che l'eletto alla Regione venga parametrato non in relazione al magistrato di Cassazione, ma alla condizione giuridica dei sindaci e dei presidenti di Provincia; fisseremo - ha aggiunto - soprattutto l'obbligo per l'eletto in Consiglio regionale di convocare ogni tre mesi una assemblea di cittadini per riferire cosa ha combinato a favore della collettività». Una presa di posizione volta a tranquillizzare, in particolare, Rifondazione comunista e l'Italia dei Valori. «L'attuale maggioranza regionale- ha detto ieri Marco Gelmini, segretario di Rc- sussiste sulla scelta di andare al voto il 30 novembre. La legge antisindaci va cambiata, ma ora siamo fuori tempo massimo ed occorre andare senza indugio al voto». Dello stesso tono la dichiarazione del senatore Alfonso Mascitelli dell'Italia dei Valori e Gianni Melilla di Sd.


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