Nominato il direttore, ma per il collaudo bisogna aspettare ancora
Da maggio, mese in cui la filovia doveva entrare in funzione, sono passati cinque mesi. E passati sono anche l'inizio, la fine dell'estate e il mese di settembre. Ottobre poteva essere la data giusta, aveva detto l'assessore Febo. Ma così non sarà. La filovia, partita all'epoca di Cucullo, avanza a passo di tartaruga.
E poteva andare ancora peggio se venerdì scorso non fosse stato risolto un importante "nodo". Dopo mesi di calma piatta, qualcosa si è finalmente mosso. All'Ustif di Napoli è infatti arrivata, dalla sede centrale di Roma, la comunicazione di gradimento del direttore di esercizio, proposto dalla Panoramica solo dopo varie sollecitazioni.
«Questo era il nodo più grande - afferma l'ingegnere Paolo Delli Veneri, direttore dell'Ustif di Napoli - ora con la certezza del direttore, che è l'ingegner Chiacchieretta, lo stesso che ha diretto il servizio a Chieti negli anni novanta, si possono sistemare tutti i particolari su itinerari, orari e macchinisti».
Problemi tutti risolti? Assolutamente non è così. Aggiunge Delli Veneri: «Mancano delle carte senza le quali non possono iniziare le procedure di collaudo». E le carte devono essere fornite sia dal Comune che dalla Panoramica: le carte sono il numero degli autisti, quanti hanno fatto il corso, e poi gli itinerari dei vari mezzi. Insomma il rischio concreto è che si dovrà aspettare novembre, forse dicembre, o addirittura l'anno prossimo.«La filovia- continua l'ingegnere - è un servizio pubblico e la prima cosa che conta è la sicurezza, che tocca a noi verificare, come ente statale». Di scadenze, precisa Delli Veneri, non ce ne sono da parte dell'Ustif.
E proprio questo è il nocciolo della questione, si può stare ad aspettare anche per mesi interi. «Non abbiamo un contratto da rispettare, ma fino a quando non ci mettono in condizioni di lavorare noi non possiamo muoverci». E, ammettendo che ognuno abbia già sbrigato i propri obblighi, calcolando che una volta ottenuta la comunicazione, ci vorrà almeno un mese di tempo per il collaudo. Come dire: l'inaugurazione slitta a tempo indeterminato.
«E' chiaro che prima di dare l'autorizzazione bisogna fare dei sopralluoghi di concerto con i tecnici che abbiamo a Pescara e poi tutte le operazioni pratiche e tecniche di verifica». Non stupisce che la faccenda vada per le lunghe, spiega l'ingegnere, succede sempre così anche se il caso di Chieti è un po' più ingarbugliato degli altri. «Che cosa possiamo certificare - conclude - se non sappiamo nemmeno quello che è stato fatto e deciso? ». Insomma filovia tartaruga è davvero la parola giusta.