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Data: 01/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Veltroni: da Berlusconi solo balle. «Tre bugie sulla vicenda Alitalia». D'Alema: la smetta di insultarci

Per il leader del Pd il Paese è fermo ma il governo non fa niente

ROMA. «Balle». E' durissima la replica di Walter Veltroni alla ricostruzione fatta circolare ieri da Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Il segretario del Pd attacca il Cavaliere a tutto campo e conferma la sua preoccupazione per la democrazia. Dall'atteggiamento del Cavaliere sulla giustizia: «Ieri - sottolinea - ha aggredito per nome e cognome un magistrato» e minacciato di fatto la Corte costituzionale, fino all'insofferenza mostrata quotidianamente verso l'opposizione, il Parlamento e i sindacati. Berlusconi, evidentemente preoccupato di escludere qualsiasi ruolo di Veltroni nella soluzione per Alitalia, aveva sostenuto con alcuni quotidiani che sarebbe stato proprio il segretario del Pd a convincere Epifani in un primo momento a non firmare.
E che poi avrebbe cambiato idea solo quando si sarebbe accorto che «l'85 per cento degli italiani stava con il governo», ma anche su pressione di D'Alema che gli avrebbe chiesto «se fosse impazzito».
«Berlusconi - replica Veltroni - passa metà del suo tempo ad insultare l'opposizione fino ad oggi, quando arriva a dire tre bugie, tre balle per ingannare gli italiani in una strategia di contrapposizione frontale con chi la pensa in modo diverso da lui». In un sistema democratico, avverte però, «si convive con le opposizioni non le si insulta e non le si aggredisce». Il problema è che «il governo scambia il governare con la presa del potere e tutto ciò che non è omogeneo è un fastidio da rimuovere».
A dare man forte a Veltroni interviene anche Massimo D'Alema che smentisce seccamente le ricostruzioni su Alitalia di Berlusconi. «Non corrispondono al vero», assicura. «I fatti descritti non sono mai accaduti, io ero in America ad occuparmi di altre faccende nei giorni in cui si è chiuso l'accordo per cui si è adoperato anche Veltroni». D'Alema consiglia poi a Berlusconi di «avere rispetto per l'opposizione e di non seminare zizzania». «In quanto presidente del Consiglio - aggiunge - ha il compito, se vuole, di dialogare con Veltroni che è il leader dell'opposizione e, a sua volta, ha il poco invidiabile compito di dialogare con Berlusconi. Un compito che non gli invidio - assicura D'Alema - e che non voglio sottrargli».
Veltroni in questo momento sembra aver però accantonato qualsiasi idea di dialogo. Accusa il governo di non fare niente mentre l'Italia è ferma, aumenta la disoccupazione e si riducono i consumi. Di voler «fare male ai sindacati» per lasciare in campo solo un «sindacato corporativo». Di approvare il federalismo fiscale solo per convincere la Lega a votare la riforma della giustizia. «Berlusconi - sottolinea poi - in uno dei suoi molti giorni di riposo con il maglioncino, ha detto che la nostra manifestazione non gli fa paura. Voglio ricordare che loro dopo la prima finanziaria di Prodi portarono in piazza una manifestazione di un'aggressività totale e che noi non faremo così». Il 25 ottobre la manifestazione organizzata dal Pd contro il governo, assicura, esprimerà «preoccupazione democratica», ma anche una proposta alternativa.
Replica Paolo Bonaiuti: «Non cadiamo nel gioco di Veltroni, vuole portarci allo scontro e lo lasciamo sproloquiare da solo». Nello scontro, Pier Ferdinando Casini si colloca ovviamente al centro, né con l'uno né con l'altro. Sbagliano sia Berlusconi, sostiene infatti, che «delegittima costantemente l'opposizione», sia Veltroni, nell'usare «toni eccessivi».

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