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Pescara, 30/04/2026
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Data: 02/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Sì al primo tratto di via Roma o niente metro». Il primo cittadino al ministero: impraticabile ogni alternativa al nuovo tracciato

L'AQUILA. Si gioca il prossimo 16 ottobre il destino della metropolitana di superficie. Se il ministero dei Beni culturali dirà di no al transito sulla parte bassa di via Roma, il progetto verrà definitivamente abbandonato. Lo ha detto chiaramente, il sindaco Cialente, in occasione della presentazione del Pum, il piano della mobilità urbana, che proprio nella tranvia trova il suo cardine centrale.
La sala è affollata, all'interno della sede dell'Associazione dei costruttori (Ance). Il pubblico presente ascolta con attenzione le parole del sindaco Massimo Cialente, che tocca subito l'argomento più atteso, in tema di viabilità e traffico. Poi si passa alla presentazione delle linee generali del piano urbano della mobilità, redatto dalla società Tps, che potrebbe diventare operativo - almeno nella prima fase - nei prossimi 3 o 4 anni.
METROPOLITANA. «Se il 16 ottobre il ministero dei Beni culturali non darà il via libera al passaggio della metro nella parte bassa di via Roma», esordisce il sindaco Cialente, «è chiaro che saremo costretti a rinunciare al progetto». Questa, dunque, la posizione ufficiale del Comune: l'unico percorso possibile - già modificato rispetto a quello iniziale - prevede che i vettori, una volta trasitati su via Roma, possano svoltare su viale Duca degli Abruzzi per poi raggiungere la Fontana Luminosa. Un percorso approvato anche dalla società Tps, dopo le verifiche e le rilevazioni effettuate. L'entrata in funzione della metro, legata a doppio filo al parere del Ministero, rappresenterebbe anzi «uno degli elementi centrali» del piano della mobilità.
«Secondo il nostro parere», spiega Stefano Ciumelli della Tps, «la tranvia di superficie, pur essendo un progetto "sui generis" per una città delle dimensioni e della caratteristiche dell'Aquila, può diventare, se integrata con altri componenti della viabilità indicati nel piano, un punto di svolta per la riqualificazione urbana e il rilancio del territorio, anche dal punto di vista turistico. Abbiamo previsto che, con il raddoppio di viale Corrado IV, il 60% dell'intero tracciato si troverà in condizioni di traffico abbastanza scarso: potranno così essere garantiti tempi di percorrenza veloci e il trasporto pubblico diventerà preferibile a quello privato».
LE NOVITA'. Il Pum predisposto dalla società Tps ridisegna la mobilità cittadina a largo raggio, guardando ai prossimi 10-12 anni. «Questo a differenza di un normale piano traffico», spiega Ciumelli, «che invece prende in considerazione periodi più brevi. Si tratta di un piano decisamente innovativo, per una città come L'Aquila, che cerca di integrare tutte le componenti della viabilità con interventi anche sulle grandi infrastrutture. Se arriva l'ok per la metro, potrà essere operativo, per la prima fase, già nei prossimi 3 o 4 anni».
Una delle novità principali, per fluidificare il traffico, sarà il ricorso sistematico alle nuove rotatorie: ne sono previste una quindicina nelle zone più congestionate, come a Coppito e al Torrione. Tra le linee d'intervento ci sono il potenziamento della viabilità di quartiere, la protezione del trasporto pubblico, il sistema di controllo automatico degli accessi alle Ztl. Un'altra novità importante è di accompagnare il completamento della variante sud (Mausonia) rafforzando il polo della stazione ferroviaria e selezionando una serie di accessi al centro.
PARCHEGGI. Per risolvere il «gravissimo problema» delle aree di sosta insufficienti nella zona centrale della città (sono circa 4.500 a fronte di 13mila veicoli) si indicano quattro tipi di intervento: la creazione di parcheggi pertinenziali per residenti, da vendere come box; di parcheggi operativi, per garantire l'accessibilità ai visitatori; di aree di scambio, da integrare con il trasporto pubblico. Infine, dovrà essere regolamentata la sosta lungo le strade.

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