«A Pescara e in Regione vicende ben più gravi Io rispetto la legge»
MONTESILVANO. «Se mi indagano perché cambio un dirigente esercitando un mio diritto sacrosanto, allora di questi avvisi di garanzia ne voglio mille». Stretto tra le spine di An e il caso del dirigente reintegrato, il sindaco Pasquale Cordoma si difende passando al contrattacco. «Ci sono sindaci plurindagati con avvisi di ben altra gravità: tra Comune di Pescara e Regione, Montesilvano è una bazzecola».
Il sindaco chiama a raccolta di buon mattino la sua maggioranza per quella che vuol essere una prova pubblica di compattezza. Il centrodestra risponde a ranghi pressoché completi a parte qualche eccezione come l'assessore Fabrizio Bosio che arriva di pomeriggio, giusto in tempo per votare i debiti fuori bilancio. Alle esternazioni del sindaco assiste anche Benito Olivieri di An, l'ispiratore della lettera dalla doppia versione che ha dato uno scossone alla giunta accusata senza mezzi termini di immobilismo. Al sindaco, comunque, sta a cuore parlare soprattutto del caso-Di Donato, il dirigente reintegrato dal giudice del lavoro in un ruolo adeguato alla sua qualifica. Una vicenda che è costata a Cordoma un avviso di garanzia per abuso d'ufficio.
«Come sindaco ho il diritto sacrosanto di scegliermi i dirigenti che voglio», attacca Cordoma. «Forse ho sbagliato quando ho dato tre mesi di tempo, quasi quattro, ai dirigenti che ho trovato ai loro posti quando sono arrivato io. Ho dato loro tempo per vedere cosa erano in grado di fare e non ho applicato lo spoil-system selvaggio. Oggi dico che ho sbagliato a dare fiducia a chi non la meritava. Il settore Opere pubbliche era bloccato. Chi era dirigente aveva creato nocumento all'attività dell'amministrazione avviando contenziosi inutili. A quel punto ho ritenuto opportuno trasferirlo dove non poteva fare danni. È stata un'operazione trasparente. Ognuno può pensarla come vuole, ma io ho ragione. Pensare che la persona di cui si parla ha denunciato persino il commissario prefettizio: fa cause da 18 anni. Avrò il diritto di prendere un dirigente e spostarlo o no? Quello che c'è adesso lavora bene e le opere pubbliche le fa camminare. Pressioni? Non ne ho mai ricevute da chicchessia. Gli errori, in caso, li faccio da solo. Ma i rapporti con la coalizione un sindaco li dovrà pure avere. Non c'è né dipendenza né sudditanza. Mi prendo tutte le responsabilità che mi competono e che gravano sulle mie spalle. In questo caso sono diventato il bersaglio di attacchi politici in piena campagna elettorale per le regionali».
Poi il sindaco passa a dire la sua sulla lettera di An. «È stata enfatizzata troppo: non doveva finire ai giornali. È stato soltanto un momento di stimolo e di critica costruttiva e propositiva, giammai un atto di sfiducia. La riunione di maggioranza lo ha chiarito: nessuna intemperanza. Voleva essere un richiamo per un momento di stasi, tutto qui: incidente chiuso. Ora, tolto il fardello dei debiti fuori bilancio, possiamo pensare a rilanciare l'azione amministrativa con una serie di opere pubbliche che servono a questa città. Quali? Un polo scolastico per Montesilvano Colle e per la zona nota come Pp1, la ristrutturazione del Palaroma, la bretella via Chiarini-via Vestina che prevede la realizzazione di due rotatorie per snellire il traffico, una piscina comunale, il nuovo teatro del mare, nuove case popolari. Inoltre abbiamo in mente una seria rivisitazione dei quartieri in sofferenza, soprattutto in relazione al sistema viario. Per fare questo, la premessa è quella di liberarci dei debiti fuori bilancio».
Su questo tema il sindaco fa l'affondo politico. «Noi abbiamo trovato tre milioni da pagare, una pesante eredità lasciata dalla precedente amministrazione per scelte scellerate che non ci appartengono e che noi non faremo mai. Questo ci ha bloccato e ci ha impedito di operare come avremmo voluto. Con un lavoro immane di tutta la struttura abbiamo ricostruito la situazione dal 2004 al 2006. Con grande senso di responsabilità ci siamo fatti carico di valutare cosa saldare e cosa no. Abbiamo trovato i soldi risparmiando e senza aumentare le tasse».