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Data: 02/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trasporti pubblici, è un'odissea. Treni in ritardo ad Avezzano, tagli ai bus nella Valle Peligna

Il treno ancora in ritardo e altre ore di lezione perse per gli studenti di Avezzano. Anche ieri il convoglio che dovrebbe giungere ad Avezzano alle 8.04 carico di studenti (circa seicento) delle scuole superiori, ha accumulato quasi un'ora di ritardo e gli studenti delle diverse scuole hanno saltato la prima ora. Come se non bastasse quello di ritorno che li riporta a casa, anziché alle 13.55, come previsto in orario, è partito alle 14.20. In questo modo i ragazzi, soprattutto quelli di Carsoli e oltre, arrivano a casa molto tardi e alcuni, quando scendono dal treno, non trovano più l'autobus che li porta nella località dove abitano. Un vero dramma, perché si vive nell'incertezza. Reclamano con forza i genitori, soprattutto quelli che abitano lontano dalla stazione ferroviaria, poiché i loro figli si alzano molto presto e poi in stazione devono attendere il treno che è in ritardo. «Una volta - dice un genitore - il treno della mattina per Avezzano partiva da Tivoli ed era sempre in orario, mentre ora che parte da Roma Tiburtina, è in ritardo sistematico». Occorrerà rivedere l'orario e assicurare il servizio, evitando situazioni che mettono a rischio la puntualità dei treni. Altri problemi riguardano l'Arpa e la zona della Valle Peligna. Parla di "sveltine" e chiede di tagliare «lo stipendio del presidente dell'Arpa e tutte le poltrone dei consigli di amministrazione». A protestare è la Federcopa (Federazione dei comitati pendolari dell'Abruzzo) che, di fronte alle nuove minacce di tagli alle corse della linea "Schiappa" che i vertici dell'azienda regionale del trasporto pubblico starebbero per attuare sulla linea Scanno-Sulmona-Roma, ha chiesto al consiglio regionale di intervenire. «L'Arpa aumenta le corse per Roma in tutte le aree dell'Abruzzo e vuole tagliarle solo nella Valle Peligna - ha detto il portavoce della Federazione Francesco Di Nisio - Non si può tagliare un servizio pubblico che con il carovita e il trasporto ferroviario a pezzi, è l'unica possibilità di collegamento con Roma». Poi, Di Nisio, si rivolge all'assessore ai Trasporti Di Matteo, al quale è stata inviata una petizione firmata da 2500 cittadini e a cui si chiede «un gesto di serietà e coerenza perché in questa fase di grande difficoltà per la Regione, sarebbe difficile giustificare un taglio dei servizi, pagando con i soldi dei contribuenti stipendi a una pletora di personaggi premiati esclusivamente per la loro appartenenza politica».

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