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Pescara, 30/04/2026
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Data: 02/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Costantini-Chiodi, la sfida si avvicina Intanto Roselli invita i consiglieri «a onorare fino in fondo il mandato»

L'AQUILA-Tempi sempre più stretti per le candidature alla Regione. Diradato l'ultimo polverone sulla legge antisindaci e sulle possibili conseguenze che una sua abolizione avrebbe potuto portare, come quella del rinvio del voto, ora i partiti non hanno più alibi e devono decidere in fretta. Il Pd, innanzitutto, che di fronte all'esigenza di mettere in campo una coalizione nuova, credibile, come dice Luciano D'Alfonso, sembra ormai rassegnato a fare un passo indietro. «Sì -dice un addetto ai lavori- , è probabile che andrà a finire proprio così. Il Pd non esprimerà il candidato presidente, una decisione che sembra ormai inevitabile, l'unica per provare a rinvincere dopo tutto quello che è successo». In "pole position" c'è Carlo Costantini, parlamentare dell'Italia dei Valori che vola nei sondaggi più accreditati e che ha fatto già stampare i manifesti e diffondere i "banner" sui siti telematici "per Costantini presidente". «Del resto -dice Augusto Di Stanislao, ex assessore regionale dell'IdV-il Pd non ha scelta. Se non molla il candidato presidente, noi ci presentiamo da soli e prendiamo il 16 per cento». Costantini ha avuto il placet anche di Sinistra democratica. «Per noi Costantini va bene -ha detto Gianni Melilla- Ma se ci sono altre proposte discutiamone pure». Significativo è che il Pd, per la candidatura alla presidenza, abbia rinunciato alle primarie, sia di coalizione, sia proprie. Quelle del 19 ottobre saranno sì le primarie del Partito democratico, ma solo per i candidati nelle liste provinciali. Ma quali candidati? Anche quelli che hanno problemi di carattere giudiziario? E se sì, come reagiranno gli alleati? Cioè l'Italia dei Valori e la sinistra radicale che vanno ripetendo fino alla noia il ritornello delle liste pulite? E come andrà a finire, poi, con l'Udc? Perché qui la confusione è tanta. Il Pd sarebbe per un accordo subito, ma la Sinistra democratica i centristi non li vuole. E se Casini e Veltroni parlano a Roma del "caso Abruzzo" pronti a farne un laboratorio nazionale, a Teramo il segretario del partito Cesa tesse la tela con Quagliariello plenipotenziario di Silvio Berlusconi nella nostra regione. Ma è significativo che Rodolfo De Laurentiis, corteggiatissimo fino a qualche giorno fa, abbia cominciato a dire che lui «non è candidato presidente». Così non sono pochi a scommettere su una riedizione dell'alleanza Udc-Pdl.
Il quale Pdl ha anch'esso le sue brave gatte da pelare. C'è un sondaggio che pone davanti a tutti l'ex sindaco di Teramo Gianni Chiodi, seguito dal capogruppo alla Regione Nazario Pagano e poi da Piccone, Scelli e Fabrizio Di Stefano. Ma a muovere le acque del centrodestra ci si messo l'ex presidente del Consiglio regionale Peppino Tagliente che si sarebbe autocandidato. Una sortita che ha mandato su tutte le furie Nazario Pagano. Una decisione, una scelta, a questo punto, sarebbe imminente. Intanto il presidente del Consiglio regionale Marino Roselli in una nota invita i consiglieri a «onorare l'impegno assunto con gli elettori fino alla fine del mandato politico. Il Consiglio regionale- dice- ha i numeri per continuare i lavori ed è legittimato a proseguire la sua attività fino a quando i cittadini non saranno nuovamente chiamati a scegliere i propri rappresentanti regionali».

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