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Pescara, 30/04/2026
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Data: 03/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Di Pietro: «Costantini o niente» L'irritazione di Marini e Veltroni

L'AQUILA - Non è stata proprio una lite ma qualcosa di molto simile sì. Tra Franco Marini e Antonio Di Pietro il contrasto sarebbe stato più che evidente, nell'incontro a tre a cui ha partecipato anche Walter Veltroni per discutere di alleanze, ma soprattutto per sciogliere i nodi delle candidature in Abruzzo. Marini avrebbe reagito male al diktat dello stesso Di Pietro sul candidato alla presidenza della Regione, nel momento in cui l'ex presidente del Senato faceva osservare che un irrigidimento sul deputato dell'Idv Carlo Costantini non era opportuno, anche nella forma, e che bisognava avere maggiore elasticità se davvero si voleva allargare all'Udc la coalizione di centrosinistra.
Di Pietro invece ha risposto picche, come ha poi confermato a Radio Radicale: «Abbiamo discusso di Abruzzo e non solo- ha detto il leader dell'Italia dei Valori- come si addice a qualsiasi coalizione di partiti. Per quanto riguarda l'Abruzzo, ho fatto presente a Veltroni e Marini che l'Italia dei Valori intende proporsi e proporre una candidatura di qualità come quella dell'onorevole Costantini che segna la discontinuità rispetto a precedenti esperienze di governo di centrosinistra. Abbiamo poi avanzato una richiesta formale di mettere fuori delle liste tutti coloro che sono coinvolti in un'indagine». Per Marini e Veltroni è stata una doccia fredda. Un passo indietro sì, ma discutiamone, avrebbero detto, in certi casi conta molto anche la forma.
Anche perché il tentativo con cui Marini e Veltroni speravano di ammansire in qualche modo Di Pietro aveva l'obiettivo palese di recuperare l'Udc, che avrebbe quasi chiuso l'accordo col centrodestra dopo un faccia a faccia, ieri l'altro, tra Cesa e Quagliariello (ne riferiamo nell'articolo qui a lato; ndr). Un accordo che non convince Casini e l'ex deputato abruzzese Rodolfo De Laurentiis (che Luciano D'Alfonso vorrebbe ancora candidato presidente), ma che è invece sollecitato dal segretario nazionale Lorenzo Cesa e da buona parte dell'Udc abruzzese.
A conclusione del vertice a tre, Franco Marini ha diffuso una nota volta a riallacciare il discorso con l'Udc. L'ex presidente del Senato, non fa cenno, è ovvio, allo scontro con Di Pietro, ma conferma la disponibilità del Partito democratico a fare un passo indietro sulla candidatura alla presidenza della Regione Abruzzo sulla quale, tuttavia, non è disposto a subire diktat da parte degli alleati.
Marini insiste invece sul concetto che «obiettivo del Pd alle imminenti elezioni regionali in Abruzzo non è quello di limitarsi a una testimonianza, ma di costruire un'alleanza più larga possibile, che abbia come scopo quello di rinnovare la politica, costruire uno sviluppo di qualità per la Regione e vincere le elezioni. Per questo -ha aggiunto l'ex presidente del Senato- vogliamo lavorare insieme alle forze del centrosinistra e ad altre, come l'Udc, che potranno condividere questo percorso. Il Partito democratico, ove si riesca a costruire un'alleanza che va oltre i confini del centrosinistra, è disponibile a convergere su candidati in grado di competere davvero contro il centrodestra, pur essendo pienamente consapevole di poter contare al suo interno su personalità di grande valore e in grado di rappresentare la sintesi più efficace nel campo del centrosinistra».

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