Rabbia alla biglietteria Interviene anche la polizia ferroviaria
PESCARA. Il biglietto acquistato in anticipo, la sveglia di buon'ora per essere puntuali alla stazione in attesa dell'Eurostar: c'erano un centinaio di viaggiatori, ieri mattina, fermi sul binario in attesa del Lecce-Milano previsto per le 9,53. Ma il treno non è mai arrivato, perché soppresso a Bari a causa di un guasto. Inizia da qui la mattinata da incubo per i tanti che ieri mattina hanno dovuto aspettare quasi due ore prima di salire sull'Eurostar successivo che, ironia della sorte, è arrivato con 20 minuti di ritardo.
Inutili le proteste dei tanti che si sono riversati davanti alla biglietteria per manifestare tutto lo sdegno e il disagio creato da quell'imprevisto. Appuntamenti di lavoro, visite specialistiche, esami universitari, o anche semplici ricongiungimenti familiari: il disservizio ha mandato a monte gran parte degli incontri, programmati da tempo così come l'acquisto del biglietto ferroviario costato 48 euro per la seconda classe e 66,50 euro per la prima dell'Eurostar 9410.
Perché l'alternativa, per quanti avevano scelto l'Eurostar delle 9,53 convinti di arrivare alla stazione di Milano centrale alle 14,55 è stata quella di prendere l'Eurostar successivo, il 9752 delle 11,19 il cui arrivo a Milano era previsto alle 16,55, con un tempo di percorrenza superiore di mezz'ora rispetto al precedente.
Ma anche qui, oltre a vedere slittare la partenza di un'ora e mezza, con relativa attesa e la rassegnazione di dover fare un viaggio più lungo, i viaggiatori si sono sentiti ripetere dall'altoparlante che il treno delle 11,19 era comunque in ritardo di venti minuti.
Una beffa difficile da digerire, come attestavano le proteste e il repentino affollamento dell'atrio della biglietteria dove anche la polizia ferroviaria è intervenuta per vigilare che la protesta non degenerasse.
Ma in effetti, smaltita la rabbia, tutto è rientrato, con qualcuno che ha rinunciato e la maggior parte dei passeggeri rassegnati all'attesa.
Alla fine, convinti di arrivare a Milano in cinque ore, hanno raggiunto la destinazione finale alle 17,15, impiegando più di sette ore, tra nervosismo e telefonate dell'ultim'ora per avvisare chi li aspettava o per tentare di spostare l'appuntamento.