ABRUZZO. L'Udc corre con il Pdl: annunciato e smentito in meno di 24 ore. Veltroni si affaccia timidamente verso l'Idv ma di Pietro avverte: «Costantini è il nostro uomo». E Marini incalza: «rinnovamento urgente» nel giorno in cui vengono annunciati i dieci principi etici del partito per far ripartire l'Abruzzo.
E' cominciato a tutti gli effetti il circo mediatico della pre-campagna elettorale. Nel numero di Panorama in edicola oggi si annuncia che Udc e Pdl alle Regionali correranno insieme.
L'accordo sarebbe stato raggiunto in un incontro tra Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl al Senato, e il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.
Il candidato alla presidenza della regione, sempre secondo il settimanale, sarà scelto all'inizio della prossima settimana. Tra i nomi in lizza, l'ex deputato Udc Rodolfo De Laurentiis e l'ex commissario della Croce Rossa Maurizio Scelli (che accetterebbe solo con l'unanimità dei consensi degli alleati).
Ma poi arriva la smentita. «A tutt'oggi non è stato raggiunto alcun accordo», sostiene l'onorevole Antonio De Poli, Commissario regionale Udc che ha spiegato: «abbiamo solo avviato una serie di incontri con le forze politiche che proseguiranno nella prossima settimana, al fine di trovare il programma e la proposta di Governo più in sintonia con le esigenze e i bisogni dei cittadini abruzzesi».
Accordo molto lontano sembra invece quello tra Idv e Pd. Si starebbe lavorando anche su questo fronte ma le difficoltà insormontabili, almeno per il momento, sarebbero troppe.
La prima quella del candidato: il partito di Veltroni vuole sceglierlo attraverso le «democratiche primarie», il partito di Di Pietro lo ha già scelto senza consultazioni. E su questo punto l'ex pm di Mani Pulite non transige ed ogni occasione è buona per ripetere la solita frase: «il nostro candidato Costantini, segna la discontinuità».
Ma ieri, durante un incontro per discutere di possibili accordi Di Pietro, Veltroni e Franco Marini si sono scontrati con l'altro punto di non accordo, quello più palese, più discusso e più demagogico (in un verso e nell'altro): quello della candidatura degli indagati. Idv li rifiuta senza possibilità di cambiare idea, i vertici del Pd sono più garantisti.
«Il nostro obiettivo», ha detto Marini, «è quello di costruire un'alleanza più larga possibile che abbia come scopo quello di rinnovare la politica, costruire uno sviluppo di qualità per la Regione e vincere le elezioni».
Intanto il Partito Democratico si è fissato dieci obiettivi strategici per far ripartire l'Abruzzo e un patto etico per assicurare trasparenza, legalità, affidabilità delle classi dirigenti regionali.
Secondo D'Alfonso l'Abruzzo «ce la può fare, ma ha bisogno di una classe dirigente nuova, radicata e rispettosa degli impegni». Per il segretario del Pd inoltre il candidato ideale alla presidenza è «quello che può vincere e può fare bene. Chiunque corrisponda- ha aggiunto- a questi requisiti ci va bene». Su Carlo Costantini candidato presidente ha detto: «e' una candidatura che esprime qualità, deve essere verificata dalla coalizione
Anche Rifondazione comunista, come l'Idv, rimane sulla linea di "liste pulite" e di un candidato presidente condiviso, «condizioni necessarie per realizzare la coalizione di centrosinistra», assicura il segretario regionale Marco Gelmini, «ma, avvicinandosi la data delle elezioni, occorre con urgenza definire un programma, le buone cose da fare per l'Abruzzo, da presentare ai cittadini come impegno per il governo regionale».
Parte così (4 ottobre 2008 dalle ore 9:30 alle ore 15 presso la Sala Figlia di Jorio della Provincia) il "Cantiere del programma" «per definire punti programmatici, impegni certi con tempistica ed atti amministrativi conseguenti, da sottoporre come programma di governo regionale ai possibili alleati ed ai cittadini».
Ma gli inizi di questa campagna elettorale hanno provocato anche un piccolo terremoto. Rocco Persico, ex assessore al Comune di Pescara, oggi semplice consigliere comunale ha annunciato il suo divorzio dall'Idv nel quale, dice, non si riconosce più.
Persico parla di «una decisione travagliata, frutto di ponderata e difficile elaborazione e risultato di un malessere maturato da tempo a seguito delle scelte politiche e dirigenziali in cui non mi riconosco più».
«Vedo ora il mio partito», continua Persico, «come una roccaforte espugnata in nome della logica dei numeri che non mi appartiene e non mi è mai appartenuta, sia per esperienza di vita che per passione politica».
«Sono legato al consigliere comunale Rocco Persico da un rapporto di stima e amicizia e spero che la sua decisione possa essere rivista», ha dichiarato il Coordinatore Regionale Idv Alfonso Mascitelli. «Oggi, però, nel momento delicato che sta vivendo l'Abruzzo, tutti gli eletti e i dirigenti dell'Italia dei Valori devono avere ben chiare due esigenze: la prima è quella di un partito nuovo, diverso e aperto, capace di confrontarsi alla pari con tutte le espressioni e le risorse di una società che cambia. La seconda esigenza è quella di comprendere che il bisogno di dialogo richiamato da Persico non può essere strumentale solo alla vittoria elettorale di un giorno, ma alla costruzione di tutte quelle condizioni che servono a governare bene nel corso degli anni per il mandato che gli elettori ci affidano».