Roma e Napoli corrono ai ripari ma Pescara ignora l'emergenza
I Verdi muti, gli ambientalisti desaparecidos, e chi li ha mai sentiti alzare la voce su smog e inquinamento? Nessuno. Sindaco e assessori dello smog non se ne accorgono, ben chiusi nelle auto blu con aria condizionata sparata al massimo e riciclo interno dell'aria: così possono far finta di non sapere che fuori lo smog è salito alle stelle, che la morsa dell'inquinamento sono dieci giorni che la senti nella gola, che l'aria è opaca, che se passi in bici o in moto per corso Vittorio devi trattenere il respiro sennò inghiotti veleno. Sembra Città del Messico Pescara in questi giorni, l'afa arroventa l'aria e l'inquinamento trasforma le strade della città in camere a gas. I dati registrati dalle centraline di rilevamento dell'Arta, l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente, non ammettono repliche: la situazione è disastrosa. La concentrazione di polveri sottili, nella sola giornata di mercoledì, in via Firenze, ha raggiunto il valore di 86 microgrammi per metro cubo rispetto al limite di 50. «Ma ci sono giornate in cui quel valore è addirittura triplo» commenta Gaetano Basti, direttore generale dell'Arta. In viale D'Annunzio il benzene è a quota 8,1: quasi il doppio di quanto indicato dalla normativa. Sempre le polveri sottili, killer dei polmoni che causano allergie, asma e, nelle ipotesi peggiori, tumori e leucemie, hanno doppiato le 35 giornate d'aria cattiva concesse ogni anno. La qualità di ciò che respiriamo è pessima quotidianamente. Il Pm10 ha superato i limiti 46 volte nella zona del teatro D'Annunzio ed è un'area ventilata con la presenza del mare, 49 volte in piazza Grue e addirittura 72 in via Firenze. E' come camminare attaccati al tubo di scappamento dell'auto.
E con il gran caldo sale anche la concentrazione di ozono, pericoloso per anziani e bambini. Non si scherza neanche con le concentrazioni di biossido e con quelle dei metalli pesanti tipo piombo e cadmio. Altro che blocco immediato del traffico come stanno facendo i sindaci negli altri capoluoghi di provincia tranne che da noi: a Pescara si sta consumando un vero e proprio attacco alla salute pubblica e nessuno sembra interessarsene.
Ma la giunta fa la danza della pioggia, spera che l'acqua spazzi via le polveri e il benzene, aspetta tempi migliori. E i partiti di sinistra fanno come gli struzzi: sui temi ambientali è da sempre che tengono la testa sotto la sabbia, non fa niente se la gente si ammala, se i casi di tumore aumentano, basta che i commercianti stiano zitti, è questo l'importante. E adesso poi che la delega all'Ambiente è praticamente vacante (la tiene il sindaco, dopo la green connection), ancora peggio. E mentre tutte le città più inquinate di Italia proprio ieri correvano ai ripari, da Roma a Napoli a Palermo, Pescara che fa? «Stiamo monitorando la situazione atmosferica e programmando di ripristinare il bollino blu, con cui chiuderemo una parte significativa di città estendendo il divieto anche ai ciclomotori», annuncia l'assessore al Traffico Armando Mancini. Costerà 12 euro a mezzo, ma solo negli anni in cui non si fa la revisione. Nell'attesa, avveleniamoci.