«Debiti sempre più soffocanti Sacrificata la spesa per l'ambiente Rallentano i servizi alla persona»
PESCARA. Pochi soldi per sviluppo e territorio, sotto la media nazionale la spesa per i servizi alla persona e scarsissimo spazio al sociale. In compenso aumentano i costi «per l'attività istituzionale», cresce il peso dei debiti e tasse e tariffe raggiungono «livelli da record». E' questa la fotografia dei conti della Regione scattata dalla Uil. Il sindacato ha messo a confronto i dati di bilancio di quest'anno con quelli del 2007 raffrontandoli anche con la media italiana.
«La situazione di eccezionale difficoltà che sta vivendo l'Abruzzo», spiega Roberto Campo, segretario regionale della Uil, «risalta in maniera evidente dalla lettura delle cifre e dal paragone con le altre regioni italiane.
INVESTIMENTI. La spesa per lo sviluppo economico cresce, rispetto al 2007, meno della media nazionale (+9,7% Abruzzo; +24,3% Italia). «Sulla carta, solo tre Regioni spendono meno dell'Abruzzo per lo sviluppo», osserva Campo, «ma nel caso della Lombardia il dato basso delle spese previste sul capitolo dello sviluppo economico è ampiamente compensato dalle poste alte di un fondo speciale istituito sempre a fini di sviluppo. Nel caso delle Marche, il dato non è strutturale, ma deriva dalla peculiarità del bilancio preventivo 2008. Il dato abruzzese, invece, è probabilmente davvero il più basso d'Italia».
AMBIENTE E SERVIZI. Anche la spesa per la tutela del territorio vede l'Abruzzo nelle ultime posizioni, con una riduzione del 28,5% rispetto al 2007 (media nazionale +0,7%). I servizi alla persona crescono meno che nella media nazionale (+12,9% in regione contro il +15% in Italia) e sono fortemente sbilanciati sulla sanità, mentre il sociale è gravemente trascurato. «Ciò compromette alla radice», fa notare il sindacato, «la possibilità di riorganizzare il servizio abbattendo gli usi impropri dell'ospedale in favore dello sviluppo dell'assistenza socio-sanitaria territoriale.
COSTI DELLA POLITICA. Ciò che cresce molto più della media nazionale è la spesa per l'attività istituzionale, contenitore anche delle voci inerenti il costo della politica: +22,4%, in controtendenza con il dato nazionale dove scende dello 0,7%. «Tolte le Regioni a statuto speciale», prosegue Campo, «solo Lombardia, Molise e Calabria spendono di più in percentuale».
IL PESO DEI DEBITI. Un terzo delle spese dell'Abruzzo è destinata ad "altri oneri", comprensivi dei debiti. E' il dato più alto d'Italia: 34,6% del totale delle spese. «Un'ulteriore prova che è illusorio pensare di salvarsi dalle tasse contraendo ancora nuovi debiti», spiega Campo, «la sola via seria è la riorganizzazione e razionalizzazione di conti pubblici e servizi».
LA SPESA PRO CAPITE. Indica la necessità di una «rigorosa stagione di riforme» anche il dato della spesa pro capite: 3.430 euro, un po' sotto la media nazionale (3.560). «Il futuro però non si gioca solo a livello locale», afferma il sindacalista, «saranno decisive le scelte sul federalismo e sulla programmazione. La rigidità del bilancio regionale impone che si spendano bene i fondi europei e nazionali, cosa che non sta accandendo, e che si trovino soluzioni valide per il dopo 2013».
LE ENTRATE. Tra i dati messi a confronto dalla Uil spicca l'aumento, nel corso dell'ultimo anno, delle entrate extra-tributarie: +201,5, contro un dato medio nazionale di +3,7. «Con questa impennata», osserva Campo, «l'Abruzzo, che aveva tariffe sotto la media nazionale, si è portato sopra la media. La giunta regionale è andata in direzione opposta alla piattaforma sindacale non solo sulle tasse, ma anche sulle tariffe. Il rifiuto del confronto è stato di sostanza, non solo formale». Secondo il sindacato è ancora molto alta la voce "avanzo finanziario", che raccoglie i residui passivi. «Si sono fatti passi avanti rispetto al recente passato, grazie alla riprogrammazione di parte di queste risorse», conclude il segretario regionale del sindacato, «ma il dato è ancora il più alto tra le regioni a statuto ordinario».