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Pescara, 30/04/2026
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Data: 05/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Elezioni, decisivi i cinque punti dell'Udc. Di Pietro domani a Pescara spiazza il Pd. E Rifondazione lancia Di Orio

Verso il voto. Il centrosinistra a caccia dei voti dei centristi. Riunione con la sinistra in attesa dell'allargamento

PESCARA - Spiazzati: Antonio Di Pietro verrà domani mattina a Pescara, appuntamento in corso Umberto alle undici, giornalisti e politici convocati. Per il Pd è un pugno allo stomaco perchè qualche ora più tardi il leader di Italia dei valori avrebbe dovuto incontrare a Roma Walter Veltroni e Franco Marini per tentare di raggiungere un accordo sulle elezioni regionali abruzzesi. Un colpo a sorpresa che adesso i democratici vivono col batticuore: perchè una cosa è dire no ai diktat e a Costantini e un'altra incassare la girata di spalle dipietrista. Un fatto è certo: l'ex magistrato verrà a dire probabilmente se è disposto o no a mollare la presa su Carlo Costantini oppure se ha deciso di correre da solo. E non è una questione di lana caprina: il Pd sa che senza Di Pietro l'Udc non vorrà allearsi col centrosinistra, e senza Udc e Italia dei valori rischia di perdere e pure di brutto. Ma forse l'offerta del ticket (presidenza e vicepresidenza) a Udc e Idv non basterà. E' per questo che ieri al tavolo del centrosinistra il Pd ha fatto circolare un sondaggio per ora segretissimo, commissionato a Swg, secondo il quale tra centrodestra e centrosinistra ci sarebbe uno scarto di cinque punti, a vantaggio naturalmente del centrodestra. Il calcolo è fatto con le coalizioni al gran completo, quelle che si sono confrontate alle elezioni regionali del 2005, quindi con Di Pietro alleato del centrosinistra. Il sondaggio accredita il Pd al 26%, l'Idv all'11 e l'Udc al cinque per cento, quel cinque per cento che consentirebbe al centrosinistra di raggiungere almeno il pareggio. Per questo al tavolo di ieri pomeriggio il sondaggio è stato usato per convincere la sinistra radicale che la coalizione deve essere allargata a tutti i costi anche ai centristi, ma senza perdere d'occhio Di Pietro.
Rifondazione non chiude la porta: «Ma prima bisogna verificare la tenuta della coalizione - dice Marco Gelmini - e la disponibilità dei dipietristi a correre col centrosinistra. Poi si parlerà di allargamento all'Udc». Ma nel frattempo la sinistra si è messa in banca la garanzia che il Pd lascerà a casa gli indagati, compreso Donato Di Matteo. E soprattutto che nel prossimo consiglio regionale, insieme a fondi Fars e piano cave, il centrosinistra approverà la riduzione dei costi della politica e quindi gli stipendi dei consiglieri regionali, ammesso che ci siano i numeri per farlo. Ma nel frattempo Rifondazione, visto che sul nome di Costantini e sui diktat di Di Pietro anche il Pd nicchia, ha messo sul tavolo una candidatura di tutto rispetto: quella del rettore dell'università dell'Aquila Ferdinando Di Orio. Insomma il nome del deputato dipietrista va bene se sarà in grado di realizzare l'unità del centrosinistra, altrimenti tanto vale spendere il nome di un candidato estraneo alla politica. Il Pd ha risposto dichiarando la propria disponibilità a confrontarsi sulla candidatura avanzata da Rifondazione.
E mentre anche Gianni Melilla di Sinistra democratica ha scritto una lettera a Veltroni e a Di Pietro perchè facciano il possibile per raggiungere un accordo, Carlo Costantini lavora al programma per l'Abruzzo. «Sarà il primo a partecipazione diretta, perchè sarà messo in rete e aperto alle proposte dei cittadini. E garantisco che tutte le proposte avranno pari dignità». C'è anche il suo nome nel sondaggio commissionato dal Pd, che ha voluto verificare il grado di notorietà di quattro esponenti del centrosinistra con relativa intenzione di voto nell'ipotesi della candidatura a presidente: sono Enrico Paolini, Carlo Costantini, Giovanni Legnini e Lanfranco Tenaglia. Dove Paolini grazie al suo ruolo di presidente vicario, risulta più conosciuto di Costantini. Ma nelle intenzioni di voto degli abruzzesi i due stanno quasi sullo stesso piano: un nuovo asso nella manica di Antonio Di Pietro.

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