Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563



Data: 05/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Coraggio e umiltà per salvare la Regione» Pdl, Chiodi parla da candidato presidente: se non sarò io, lavorerò lo stesso

«Vorrei proporre un progetto di governo Non la caccia ai voti»

PESCARA. «Umiltà e coraggio». Sono le due parole chiave con cui Gianni Chiodi si avvicina al momento della verità. L'ex sindaco di Teramo è uno dei candidati in corsa per l'investitura ad aspirante presidente della Regione per il Pdl. Economista, sposato e con tre figlie, dopo nove anni in Comune, prima come capo dell'opposizione e successivamente da primo cittadino, a fine luglio ha deciso di affrontare una nuova sfida. «Ma non mi sono autocandidato», tiene a sottolineare Chiodi che sgombra anche il campo dal dubbio su possibili tensioni con gli altri concorrrenti.
Perché Berlusconi dovrebbe affidare a lei la guida del Pdl alle elezioni?
«Sono stato indicato come possibile candidato, ho dato la mia disponibilità ma non è detto che debba essere scelto necessariamente io. La candidatura sarà affidata a chi in questa fase verrà considerato più opportuno dai vertici».
E se non dovesse essere lei, cosa fara?
«Farò la campagna elettorale per il candidato presidente del centrodestra. Tutte le persone che sono state indicate finora sono in grado di assolvere a questo compito».
Accetterà anche un ruolo diverso da quello di candidato presidente?
«Non lo so, questa ipotesi non è stata fatta. In qualunque ruolo però, anche da semplice militante, m'impegnerò al massimo per il centrodestra e per chi sarà incaricato di guidarlo».
Lei comunque resta in piena corsa. Come vive il fatto di essere uno dei ponteziali candidati alla presidenza?
«Per me è più che un motivo di orgoglio, è una sorta di privilegio. Ma lo prendo con grande umiltà, anche perché l'impegno che ci attende richiede molto coraggio».
Si riferisce alle condizioni della Regione?
«Abbiamo da tempo oltrepassato il baratro, ora dobbiamo frenare la caduta e risalire: la situazione economica è drammatica. Non è retorica, servono competenza e tanto coraggio, non solo da parte della classe dirigente politica».
Le emergenze sono sotto gli occhi di tutti.
«Sanità, riforma degli enti, funzionamento della macchina regionale. Ormai sono opinioni condivise dagli schieramenti, ma il centrodestra è più credibile perchè il centrosinistra, se avesse voluto, avrebbe già potuto dare le risposte».
Il centrosinistra, però, sostiene che i mali nascono da prima, dalla gestione del centrodestra.
«Si può fare anche questa valutazione, ma è inutile rivangare le responsabiltà che risalgono più indietro nel tempo. Farlo significa non avere etica della responsabilità».
L'aiuta in questa fase l'esperienza da sindaco?
«Sì, perché i sindaci sono abituati al confronto quotidiano con i problemi dei cittadini, non hanno un'impostazione ideologica rispetto alle questioni da risolvere».
Dopo dieci anni si sente ancora un tecnico prestato alla politica o più uno che ci ha preso gusto?
«Sono un politico, nel senso buono però. Per me politico è chi fa scelte per le generazioni future, non un tecnico della sopravvivenza del consenso elettorale come spesso viene visto dalla gente».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it