Studenti in piazza a Roma Trentamila in corteo a Torino contro il ritorno al maestro unico
MILANO. Scuola nel caos e i sindacati sono sempre più orientati verso, lo sciopero generale. Con Gilda che propone come data il 31 ottobre.
I sindacati sono compatti contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Lo ha ribadito il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante la manifestazione che si è tenuta a Roma.
Bonanni ha lanciato l'aut-aut al governo Berlusconi: «Se non si vuole che la Cisl faccia sciopero il governo si faccia sentire con un nuovo programma. La scuola deve essere di tutti».
Soddisfazione per la decisione dello sciopero unitario è stata espressa dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: «Bisogna reagire. C'è una grande aspettativa di famiglie, studenti e lavoratori della scuola come dimostrano le manifestazioni che si sono svolte in molte città italiane, compresa Torino dove hanno partecipato 30.000 persone». Anche il segretario della Cisl (comparto scuola) Francesco Scrima, ha confermato l'adesione: «Lo sciopero è lo sbocco naturale ed inevitabile della grande mobilitazione che da tempo contesta e contrasta l'odiosa manovra del governo».
E le proteste degli studenti si sono fatte sentire, tra le manifestazioni che si sono svolte ieri, quella di Roma ha visto la forte partecipazione di studenti i quali, sotto la pioggia, hanno contestato il ministro Gelmini. I giovani della «Rete» hanno distribuito il kit «Antiballismo» con il decalogo delle bugie, che il ministro starebbe raccontando. Poi è stata volta delle «Grembiuline» le quali hanno messo in scena la piece dal titolo: «Sotto il grembiulino niente...» Conteporaneamente, in ben cento città, i ragazzi della Fgci hanno dato vita all'iniziativa «Tagliagelmini.it».
A Genova la protesta ha coinvolto anche il 48º Salone Nautico internazionale: più di cento insegnanti e genitori hanno manifestato davanti all'ingresso della Fiera con blocchi del traffico auto, girotondi e canti a difesa della scuola pubblica. A Torino mamme e bambini, anche di 3-4 anni, hanno sfilato con fischietti in bocca e cartelli in mano. Gli insegnanti brandivano striscioni ironici: «Vendesi maestra bionda ben tenuta», e anche «La scuola la fanno i maestri e non i ministri». I genitori avevano cartelli dai toni coloriti: «A loro i grembiuli a voi la camicia di forza».
Anche a Pontedera si è svolto un corteo di protesta e gli slogan più gridati erano contro il ministro: «Gelmini go home» e «Non si risparmia sui bambini».
A Bologna i manifestanti hanno dato vita ad una protesta vivace e molto partecipata. Ma il deputato di Forza Italia, Fabio Garagnani, ha dichiarato che due suoi sostenitori che distribuivano volantini sulla legislazione europea in materia del maestro unico, sarebbero stati insultati e aggrediti verbalmente dagli anti-Gelmini.
Le reazioni politiche all'annuncio dello sciopero generale non si sono fatte attendere. La prima è proprio del ministro Mari Stella Gelmini: «Mi auguro che la Cisl rifletta e si possa evitare uno sciopero che non sarebbe utile al Paese a fronte di sondaggi che vedono e registrano il parere positivo della maggioranza dei cittadini. Ci sono frange che preferiscono la protesta alla proposta». Poi una battuta velenosa, «Un tempo la sinistra si batteva per la pace nel mondo, contro la guerra nel Vietnam, ora le è rimasto il maestro unico». E ha spiegato che «nonostante gli insulti la riforma continuerà».
Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero, il ddl Gelmini imbararisce il Paese, e la senatrice Mariapia Garavaglia si scaglia contro il ministro dell'Istruzione per via del latino reso «facoltativo» nei licei scientifici.