PESCARA. «Ancora una volta le ferrovie dello Stato possono agire contro gli interessi dell'Abruzzo anche grazie all'assenza dei rappresentanti politici della nostra regione». A contestare i tagli delle Fs è Gaetano Iacobucci della segreteria regionale della Filt-Cgil. «E' intollerabile», osserva Iacobucci, «la mancanza di qualsiasi segnale di resistenza all'espropriazione degli ultimi presidii ferroviari abruzzesi da parte di una dirigenza aziendale sorda e cieca. Si fa appello alle istituzioni politiche Abruzzesi affinchè, almeno questa volta si impegnino ad evitare l'ulteriore perdita di posti di lavoro dal territorio da loro governato». Per la Fit-Cgil, «come avviene da svariati anni, in Abruzzo le ferrovie dello Stato praticano la chiusura o, se va bene, il ridimensionamento degli impianti».
Motivo della polemica è la decisione della Italferr società di progettazione del gruppo Ferrovie dello Stato, che ha una sede nella stazione di Pescara Centrale «di chiudere la propria sede di Pescara, trasferire tutti i lavoratori impiegati nella direzione dei cantieri ferroviari, nella sede di Foggia».
«In una riunione», riferisce ancora Iacobucci, «la società ha comunicato ed ufficializzato alle organizzazioni sindacali la chiusura della sede di Pescara per il 31 dicembre 2008, Le motivazioni di Italferr sono state facilmente smentite dai sindacati. Infatti i dipendenti di Pescara dovranno seguire i lavori nei cantieri di Campo Marino, Ripalta, Chieuti, Lesina, Ortona, San Vito, Fossacesia e Francavilla per potenziamenti tecnologici; la realizzazione delle gallerie a Cattolica ed Ortona; la realizzazione di due sottostazioni elettriche nelle Marche».