PESCARA. D'Alfonso ha dato forfait alla festa sulla strada parco. Il sindaco, invitato ieri alla cerimonia di inaugurazione della sede dell'Associazione strada parco, non si è presentato, in quanto impegnato ad un convegno. Ha mandato al suo posto il vice sindaco, Camillo D'Angelo, il quale ha confermato l'intenzione del Comune di rimettere in discussione il progetto della filovia. Due settimane fa, il primo cittadino si è recato al ministero per proporre una soluzione meno impattante.
Si farà in tempo a cambiare in corsa il progetto, con l'appalto già aggiudicato alla società Balfour Beatty, senza pagare pesanti penali? Difficile dirlo. Ma le speranze dei cittadini, contrari al nuovo sistema di trasporto elettrico, ora si sono riaccese. E ieri Mario Sorgentone, consigliere comunale e presidente dell'Associazione strada parco, il movimento che si batte da 5 anni per bloccare i futuri filobus, ha cercato di infondere ottimismo tra gli iscritti.
La festa, organizzata per presentare la nuova sede dell'associazione che si affaccia proprio sulla strada parco, è servita anche a questo. Le manifestazioni sono cominciate la mattina alle 10, con una mostra di pittura del liceo artistico Misticoni. Poi, nel pomeriggio, c'è stata la cerimonia del taglio del nastro, con la recita di poesie e brani di Flaiano, un concerto degli studenti del Conservatorio e gli interventi di D'Angelo e Sorgentone. Hanno assistito un centinaio di cittadini. «L'amministrazione esprime il suo auspicio» ha spiegato il vice sindaco durante il suo discorso «affinché la strada parco venga salvaguardata al massimo dal punto di vista ambientale». L'idea è di bloccare pali e cavi elettrici previsti nel progetto. Questo vorrebbe dire uno stop definitivo alla filovia. «D'Alfonso è andato a Roma» ha continuato «per far sì che non si realizzi questo piano impattante. Ma le soluzioni non si trovano facilmente, ci sono di mezzo un appalto europeo e un ministero». «L'ultima parola spetterà al consiglio comunale» ha fatto presente «che dovrà autorizzare o meno la cessione delle aree alla Gtm per consentire il passaggio della filovia».
«Il sindaco appoggia la nostra battaglia» ha concluso Sorgentone «e sta lavorando affinché non si distrugga la strada parco. Lui sa che la città vuole questo».