Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563



Data: 06/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Scuole, in provincia a rischio 300 posti» Paola Bonifaci della Cgil: è l'effetto della riforma del ministro Gelmini

L'AQUILA.Sono 344 i posti di lavoro che saranno tagliati nelle scuole della provincia dell'Aquila a partire dal prossimo anno scolastico. I tagli riguarderanno 82 insegnanti di scuola media, 73 della scuola superiore, 91 delle primarie e 98 unità di personale tecnico-amministrativo. I numeri, purtroppo, come sottolinea Paola Bonifaci (Cgil Scuola), sono destinati a triplicare nel giro di tre anni, secondo proiezioni nazionali elaborate dal sindacato sulla base dei contenuti della riforma del ministro Gelmini.
L'Abruzzo è una delle regioni italiane dalle quali si leva forte il coro della protesta che porterà ad una manifestazione nazionale a Roma e ad uno sciopero. Il fronte sindacale, afferma Paola Bonifaci, in questo senso è molto unito nel tentativo di scongiurare i tagli. «Dalle assemblee di Cgil, Cisl e Uil», osserva, «si stanno articolando la mobilitazione e la protesta che porteranno ad uno sciopero nazionale. Non vogliamo colloquiare solo in modo conflittuale ma aprirci alla società civile, politica, alle istituzioni per condividere alcuni aspetti del cambiamento. Siamo convinti che serve un miglioramento ma non si può pensare di eliminare insegnanti senza fare investimenti, specie nella scuola di base, solo per fare cassa subito». Per la provincia dell'Aquila la "forbice" sarà particolarmente consistente.
«Basti pensare» prosegue Paola Bonifaci, «che negli ultimi cinque anni si sono persi 222 posti di lavoro». A questi si aggiungono altri 109 posti di personale Ata.
Anche a livello regionale la situazione dei tagli è molto pesante: 1,100 previsti per il 2009, fino ad arrivare ai complessivi 3.300 del triennio a fronte di un organico complessivo di poco più di 17 mila unità. Ai docenti si aggiungono anche i 400 posti in meno,solo per il 2009, di personale tecnico-amministrativo. «Ovviamente, i tagli riguarderanno in massima parte i precari della scuola», commenta Bonifaci, «esauriti i quali si passerà ai docenti di ruolo».
L'Abruzzo sta lavorando attivamente per la manifestazione nazionale unitaria. «La nostra è una regione», aggiunge Paola Bonifaci, «nella quale il tempo pieno della scuola primaria raggiunge solo la percentuale del 12%. I tagli alla scuola impoveriranno ancora di più l'Abruzzo per andare invece a potenziare le scuole del nord».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it