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Pescara, 30/04/2026
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07/10/2008
Il Centro
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«Non trattiamo, il candidato è Costantini» Di Pietro: nel Pd riunioni di sacrestia, l'Udc fa meretricio. Il candidato dell'Idv: «Niente più pensione ai consiglieri regionali che saranno eletti» |
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PESCARA. «Il nostro candidato è Costantini, uomo libero, senza le mani legate dalle sagrestie di partito». Antonio Di Pietro leader dell'Italia dei valori non concede nulla agli appelli del Pd. Per lui «non sono negoziabili», la candidatura di Costantini; l'esclusione dalle liste di persone con «carichi pendenti con la giustizia, compreso l'avviso di garanzia» e il programma dell'Idv. Di Pietro è in buona forma, parla con il modo chiaro di chi non ammette repliche. Dopo la conferenza stampa tenuta a Pescara a Corso Umberto nella nuova sede elettorale di Carlo Costantini, il leader dell'Idv visita la sede del quotidiano il Centro («quotidiano che parla a tutti gli abruzzesi») dice il leader dell'Idv che risponde alle domande di una intervista a più voci in redazione. Perentorio e tranciante come sempre ma anche disponibile ad entrare nel merito dei problemi. «Come diceva mia madre "parti per tempo se vuoi arrivare in orario"», esordisce Di Pietro per dire che mentre «gli altri sono fermi a discutere di chissà che cosa, noi siamo già avanti. Siamo pronti per le elezioni regionali del 30 novembre con il nostro candidato e le nostre liste». Presidente Di Pietro, l'onorevole Costantini nell'intraprendere la campagna elettorale e la candidatura a presidente si dimetterà da parlamentare? «Se eletto certamente, altrimenti non vedo la ragione». Come magistrato vede delle differenze tra mani pulite e sanitopoli? «Ci sono analogie e differenze. Analogie perchè la dazione di denaro è ambientale, tra chi ha venduto l'anima dell'impresa per avere privilegi e chi ha venduto l'anima della politica per i propri interessi. La diversità è che in sanitopoli le mazzette non le hanno pagate le imprese ma le hanno pagate tutti i cittadini. In questo modo c'è stata una ingegnerizzazione del sistema delle tangenti. Sostanzialmente tra mani pulite e sanitopoli come sistema di corruzione non è cambiato niente». Onorevole Di Pietro, se Costantini sarà eletto a presidente come riorganizzerà la sanità privata? «In un paese normale, già bisognava revocare la convenzione alla clinica Villa Pini. Mi spiego, per la responsabilità penali c'è l'inchiesta e la giustizia farà il suo corso, ed è bene lasciare lavorare i magistrati serenamente, ma c'è anche una responsabilità politica e istituzionale che ha creato questo sistema, di cui il signor Angelini da un lato ha contribuito a costruire e, da un altro lato, ne è rimasto vittima. Oggi però abbiamo davanti a noi le vere vittime di questo sistema, che sono i cittadini, i pazienti e i lavoratori stessi della clinica. Noi vogliamo una sanità di qualità fondata sulla trasparenza e su regole certe. In merito a sanitopoli, inoltre, noi dell'Idv ci presentermo parte civile contro coloro che saranno chiamati a essere giudicati». Onorevole Di Pietro non teme il trasformismo di quelle persone che oggi potrebbero salire sul suo carro? «Noi stiamo molto attenti nel selezionare la nostra classe dirigente. Si sono avvicinate a noi persone comuni, professionisti, avvocati, imprenditori, i movimenti. I nostri obiettivi, inoltre, sono stabiliti e condivisi con i cittadini». Lei nel parlare delle trattative dell'Udc con Pd e Pdl ha usato l'espressione "meretricio politico", cosa intende? «Sento che l'Udc un giorno parla con il Pd, l'altro con il Pdl, una volta vuole andare a letto con Maria, l'altra con Concetta: insomma, decida con chi vuole andare a letto. Noi non ci stiamo alla politica di chi offre di più, a chi ti da un posto. La candidatura Idv di Carlo Costantini a presidente dell'Abruzzo è un segnale forte di discontinuità col passato. L'Udc, questa signora dai facili costumi, decida da che parte stare, ma è chiaro che non ci presteremo a sporchi giochi di potere in Abruzzo. Da parte nostra nessun incontro con l'Udc: per loro stessa ammissione sono terzisti, stanno sempre con un piede in due staffe, cosa inaccettabile. Mi chiedo, qual è il progetto politico del partito di Cuffaro? Io rispetto gli elettori Udc, ma qui c'é una idea sporca di politica». Lei ha posto il nome di Costantini come non negoziabile. Non le sembra una posizione di arroganza politica? «Oggi serve assunzione di responsabilità. Qui non c'é una coalizione che vince, ma il discredito e la scarsa credibilità della politica. Non basta vincere: l'altra volta con Del Turco il centrosinistra ha vinto poi si è visto come è andata a finire. Noi siamo per il sì al dialogo con chiunque purché si sieda intorno ad un tavolo e dica cosa vuole: però prima si sappia che per le candidature servono tre certificati. Elettorale, penale e carichi pendenti. Senza di questi non c'é dialogo. Siamo aperti a qualunque condivisione, senza accordi sottobanco. La nostra non è una prepotenza ma una assunzione di responsabilità. Agli elettori abruzzesi dico di non essere sudditi, di non prestarsi a sporchi giochi di potere. Ma soprattutto no ai ricatti tipo: se non stai con me, perdi». Onorevole Costantini il programma, quali sono le linee generali del suo programma. Ad esempio contro gli sperperi, i costi della politica, sulla sanità? «Il programma che presentiamo è chiaro ed è condiviso pezzo pezzo con i cittadini, le associazioni di categoria, le imprese. Lotteremo gli sprechi cancellando gli enti regionali inutili. Sarà una riforma radicale che cancellerà molti sprechi. I costi della politica saranno abbattuti, ad iniziare dalle spese per le pensioni. Ogni anno la Regione spende circa 5 milioni di euro per pagare la pensione dei politici» Sappiamo che la spesa aumenta di anno in anno, ma lei onorevole Costantini cosa farà in concreto? «Se sarò eletto, all'ordine del giorno dopo la verifica dei consiglieri regionali eletti, ci sarà un secondo punto: abolizione della pensione per i nuovi consiglieri, mentre per quelli che già l'hanno maturata innalzeremno l'anno di riscossione dagli attuali 55 anni a 70 anni. Lo facciamo perchè l'attuale divario che c'è con i normali cittadini è inaccettabile. Nel campo dello sviluppo daremo spazio alle imprese che vogliono fare, che rispettano le regole. Difenderemo i cittadini dai potentati, ad iniziare dalle banche, che mortificano chi ha idee e progetti. Difenderemo i cittadini da quei costruttori che diventano ricchi acquistando un terreno agricolo che poi diventa edificabile. Lo difenderemo dalle tante ingiustizie». Onorevole Costantini e sul centro oli di Ortona? «Il progetto dell'Eni prevede 25-30 assunzioni. Un niente rispetto agli investimenti, ai danni ambientali ed economici che saranno arrecati. Ma diciamo no perchè sono i cittadini ad essere contrari e lottano per vedere rispetatti i loro diritti». Presidente Antonio Di Pietro quali sono le sue idee per il programma di rilancio dell'Abruzzo? «Un "Patto con gli elettori", in tre punti: industria, ambiente e infrastrutture. Il governo Berlusconi ha tolto i soldi alla Roma-Pescara come al resto delle opere previste quando ero ministro io. Anche a me sarebbe piaciuto non pagare l'Ici, ma se poi me lo togli a strade e aeroporti». Ma i fondi ci sono? «Dobbiamo trovarli e sappiamo anche che avremo davanti cinque anni di lacrime e sangue». Che percentuale di voti lei pensa che l'Idv raggiunga in Abruzzo? «Da soli o in compagnia raggiungeremo il 51 per cento», ride.
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