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Pescara, 30/04/2026
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Data: 07/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Cgil, Damiano, Tenaglia, Di Pietro. «Il governo stravolge l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori»

ROMA. Il ddl del governo sul lavoro «fa carta straccia dello Statuto dei lavoratori» e «di fatto cambia l'articolo 18». Lo denuncia la Cgil e l'opposizione: il processo del lavoro viene cambiato da norme inserite nel collegato alla manovra di luglio «per sottrarle alla commissione competente che è la Giustizia». La Cgil: nel ddl c'è una sostanziale equiparazione tra contratti collettivi e individuali; nei primi possibili clausole per cui in caso di controversie ci si potrà rivolgere solo ad arbitrati; in caso di licenziamento il giudice dovrà tenere conto di elementi come «la situazione del mercato del lavoro locale» o «l'anzianità del lavoratore». Insomma, il reintegro nel posto di lavoro «verrebbe sostituito da un risarcimento danni per di più a ?fisarmonica' con buona pace della stabilità del posto di lavoro e dell'art. 4 della Costituzione». «Il testo del governo - denuncia il ministro ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia - fa carta straccia dello Statuto. Si torna indietro di 30 anni. Sono norme che comprimono i diritti dei lavoratori». Anche il leader dell'Idv Antonio Di Pietro scende in campo contro un provvedimento che tratta gli operai come se fossero «usa e getta» e contro questo modo di legiferare «di nascosto» che punta ad «infilare surrettiziamente» delle riforme in provvedimenti «estranei alla materia» per non farli esaminare dalle commissioni «competenti». Il ministro-ombra del Lavoro Cesare Damiano accusa il governo di tentare «in modo surrettizio di cambiare radicalmente il processo del lavoro».

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