PESCARA - Il giorno dell'ira Pd: l'affondo di Di Pietro fa scappare l'Udc tra le braccia del centrodestra, la sconfitta elettorale non è più soltanto un incubo, e il Pd perde la pazienza. Fuoco e fiamme dopo il vertice mattutino Veltroni-Marini-Fassino-Lolli-D'Alfonso: «Siamo sconcertati e preoccupati dalle parole di Di Pietro. Ci sono ancora le condizioni per vincere, chiediamo che prevalga il senso di responsabilità e che si arrivi ad un'alleanza durevole e ad una candidatura a presidente condivisa» è la nota ufficiale post-vertice, ma Lolli è più crudo («Di Pietro è andato oltre. Il suo comportamento è dannoso. Nessuna coalizione, che ci sia o meno l'Udc, si fa con i diktat e i "chi ci ama ci segua". Con le sue affermazioni inaccettabili Di Pietro spinge l'Udc dall'altra parte. A questo punto e si prenda la responsabilità di una rottura dell'alleanza e di una sconfitta»), Fioroni anche («Ci sono le condizioni per una grande coalizione ma Di Pietro la smetta di fare il Cardinal Purezza. In tempi di guerra privilegiare gli interessi di parte vuol dire essere conniventi con il nemico»), Franceschini anche (« Di Pietro grida in piazza tutti i giorni contro Berlusconi mai in Abruzzo si trasforma in suo alleato. Fa solo calcoli di convenienza. Bel regalo a Berlusconi»). Dall'aria che tira sembra che quel che accadrà in Abruzzo peserà moltissimo sui rapporti nazionali tra Pd e IdV. Ma Di Pietro non se ne cura: «Il Pd non ci scarichi addosso i suoi problemi. La sua credibilità è fortemente compromessa in Abruzzo dopo gli arresti che hanno coinvolto esponenti della Giunta regionale. Non è con la sommatoria delle forze politiche che si vincono le elezioni. Non scarichi su noi le responsabilità di una sconfitta». Parole che bruciano sulle ferite del Pd. E D'Alfonso non si trattiene: «Basta con i diktat, con chi è indisponibile a discutere. L'IdV ha progettato questa rottura». E ribadisce «rottura». E ancora: «E' un atteggiamento irresponsabile, egoista, qualunquista. Un'iniziativa progettata per non unire. Costantini poteva andar bene se frutto di una scelta condivisa. L'IdV non dia lezioni, risolva i suoi problemi di democrazia interna. Cosa vuole, una webcam in ogni stanza della Regione? Paolini le sta già installando». Insomma, aria pesante. Anche se in serata Di Pietro è sembrato più dialogante: «Per l'Abruzzo c'è un obiettivo alto, tentare una scalata difficile ma non impossibile. Tutti insieme possiamo vincere ma serve discontinuità nei programmi, nelle candidature e l'omogeneità della coalizione». Ieri sera una lunga riunione di quel che resta del centrosinistra, a Pescara: c'è ancora l'Udc da agganciare, c'è ancora l'idea-De Laurentiis. Ma il messaggio è per Di Pietro: «Ripensaci». Oggi un tentativo a livello nazionale, domanil'ultima riunione: se ci saranno i dipietristi, rotta su Costantini, altrimenti sarà Di Orio il candidato governatore.