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Data: 02/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Metro, intervenga Rutelli». Cerasoli (Beni culturali): via Roma va tutelata

Il componente del Consiglio superiore «Il cantiere deve essere bloccato immediatamente da Comune e ditta»

L'AQUILA. Un altro «no» alla metropolitana in via Roma, dopo quello della Ue e del ministero per i Beni culturali. Questa volta arriva da Gianfranco Cerasoli, componente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, che chiede l'intervento diretto del ministro, Francesco Rutelli, invitato all'Aquila, a visitare il cantiere.
«Sulla vicenda della metropolitana di superficie, la recente decisione del Consiglio di Stato ha riposizionato il ruolo delle strutture del ministero per i Beni e le attività culturali», afferma Cerasoli, «dal momento che i giudici hanno riconosciuta valida la diffida inoltrata al Comune dell'Aquila, riconoscendo la necessità di salvaguardare gli edifici sottoposti a vincolo monumentale. A questo punto, è opportuno che la Direzione regionale per i Beni culturali per l'Abruzzo, faccia seguire al ripristino della validità della diffida, una denuncia formale alla Procura della Repubblica, qualora i lavori non dovessero essere immediatamente sospesi dal Comune e dalla società che li sta eseguendo, convocando urgentemente un tavolo per studiare il cambio di tracciato e direzione, che non è più pensabile continuare a realizzare in via Roma. Per rafforzare l'azione di tutela che devono svolgere gli istituti periferici del ministero», aggiunge Cerasoli, «ho scritto una lettera al ministro Rutelli, affinché venga in visita all'Aquila e dia forza all'azione della Soprintendenza e della Direzione regionale».
Nella lettera a Rutelli, Cerasoli sottolinea come «la realizzazione della metro di superficie sia un'opera pubblica che sulla base dei dati tecnici ed economici è inutile e dispendiosa, tanto che peserà come un macigno sulle tasche dei cittadini aquilani». Al di là del giudizio politico, Cerasoli richiama l'attenzione del ministro sulla parte che vede coinvolti gli «uffici centrali e periferici del ministero e la loro azione di tutela. La metropolitana attraversa un tratto di strada in pieno centro storico, dove sono ubicati immobili sottoposti a vincolo diretto, quali la chiesa di San Paolo di Barete, l'ex Locanda Orazi, Palazzo Vastarini Cresi, Palazzo Carli, Palazzo Quinzi, Palazzo Pica Alfieri, Palazzo Regina Margherita e Palazzo Fibbioni e a seguito di forti prese di posizione dei cittadini residenti lungo il percorso, sono state attivate iniziative legali che hanno portato all'apertura di un contenzioso davanti alla magistratura ordinaria e amministrativa, con la richiesta di sospensione dei lavori. Tra l'altro, a febbraio, su iniziativa della Soprintendenza e della Direzione regionale, è stata inviata una diffida all'amministrazione comunale. Una diffida ad eseguire i lavori senza "il preventivo benestare", con la contestuale richiesta del "progetto esecutivo". Il Comune era riuscito a ottenere, mediante un ricorso al Tar, la sospensione della diffida che, invece, il Consiglio di Stato, nella Camera di Consiglio dello scorso 27 giugno, nell'accogliere l'appello del ministero, ha invece giudicato pienamente legittima, tanto che ha disposto che "in contraddittorio tra le parti vengono individuate e disposte misure idonee e adeguate alla salvaguardia dei beni oggetto di tutela monumentale" e come appare ovvio la sospensione consequenziale dei lavori».

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