ROMA. Approvato dall'aula, il decreto Gelmini «sul maestro unico» è invece bocciato dal mondo della scuola che si prepara a scendere in piazza rispondendo all'appello dei sindacati. Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno iniziato a discutere per decidere quale sarà la data dello sciopero generale del settore. Uno sciopero praticamente certo fatti salvi i tentativi di concliazione previsti per legge.
E mentre i sindacati preparano lo sciopero generale, gli studenti scenderanno in strada domani in tutta Italia contro maestro unico, tagli e voto in condotta. Intanto oggi arriverà il voto finale della Camera sull'intero decreto che passerà quindi al vaglio del Senato dove dovrà essere convertito in legge entro il 31 ottobre.
«Se il governo non ci convoca e apre a un confronto progettuale allargato pure a enti locali e regioni, siamo pronti ad andare in piazza per uno sciopero che sarà sindacale» ha minacciato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, rimarcando come non si possa intervenire, su un tema così delicato e importante, con un «banale decreto convertito dal Parlamento». Domani, dunque, scenderanno in piazza gli studenti: sono previsti cortei e manifestazioni in quasi 100 città fra cui Roma, Torino, Bologna, Firenze, Padova, Venezia, Palermo. «L'approvazione del voto di fiducia alla Camera sul decreto Gelmini - osserva l'Unione degli studenti - rappresenta un ulteriore atto antidemocratico di un governo che elude le tante manifestazioni di dissenso e con violenza prova ad affermare il proprio autoritarismo.
Per questo venerdì porteremo in piazza tutta un'altra musica».
A Roma il corteo arriverà al ministero dell'Istruzione e chiederà, a nome di tutte le mobilitazioni, il ritiro del decreto. «Scenderemo in piazza con strumenti musicali e oggetti rumorosi vari per ?suonarle' al ministro» promettono gli studenti. In piazza ci saranno anche gli aderenti alla Rete degli studenti. «Ci mobilitiamo - spiegano - contro i tagli di 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, che è la vera riforma messa in campo dal Governo Gelmini-Tremonti-Berlusconi. Contro un governo che conta balle».
Intanto dopo la fiducia incassata martedì, la seduta della Camera di ieri è stata interamente dedicata all'esame dei 242 ordini del giorno, per la maggior parte presentati dall'opposizione, al decreto Gelmini.