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Pescara, 30/04/2026
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Data: 11/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Polizia da Toto, nel mirino i "voli blu" per D'Alfonso. Gli uomini della Squadra mobile e della Polposta negli uffici della Costruzioni Spa a Chieti scalo

Si sono presentati lunedì alla sede di viale Abruzzo a Chieti Scalo, muovendosi con la consueta discrezione che situazioni del genere richiedono. Anzi, impongono se la porta alla quale si bussa, come stavolta, è quella del quartier generale di Carlo Toto. Gli uomini della Squadra mobile e della Polizia postale hanno effettuato la visita nell'ambito dell'inchiesta sui presunti finanziamenti illeciti al Comune di Pescara. Finanziamenti ovvero favori che un certo numero di imprenditori avrebbe assicurato al sindaco Luciano D'Alfonso.
La notizia circolava da giorni sotto forma di boatos. Fino a ieri solo indiscrezioni. Poi, la conferma: la visita della polizia c'è stata davvero, lunedì scorso, negli uffici della Toto Costruzioni Spa, e non sono passati inosservati al personale. Gli uomini della Mobile coordinati dal dottor Zupo e quelli della Polposta del neodirigente Sorgonà sono scattati alla ricerca di documenti, carte, di ogni possibile dettaglio che potesse aiutare a chiarire il perché e il percome di quelle dazioni. E' probabile che una parte dei documenti esaminati sia stata fotocopiata ovvero sequestrata. Di più e di certo non è dato sapere: l'operazione è coperta dallo stretto riserbo in Questura.
Il filone delle dazioni presunte fa capo all'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Gennaro Varone. Va detto con estrema chiarezza che il blitz di lunedì in "casa" del patron di AirOne è un atto dovuto e consequenziale ad analoghe iniziative assunte finora nell'ambito dello stesso filone. Tutto ruota attorno alla figura dell'ex dirigente comunale Guido Dezio, braccio destro del sindaco D'Alfonso accusato di corruzione e concussione: gli investigatori gli sequestrarono una lista con circa duecento nomi. Nomi di imprenditori con i quali l'amministrazione D'Alfonso ha avuto a che fare e che, secondo l'accusa, avrebbero versato denaro a vario titolo. La domanda è: alla dazione di denaro da parte dei privati al sindaco o all'amministrazione cittadina ha fatto seguito il rilascio di un appalto, di una concessione, un vantaggio patrimoniale?
Gli inquirenti vanno avanti a testa bassa nella loro attività fondata sul sospetto che nulla sia avvenuto per caso, che Dezio fosse il braccio operativo nella raccolta dei contributi e che il sindaco fosse al corrente di tutto. Teoremi beninteso tutti da dimostrare. Teoremi che D'Alfonso e Dezio hanno da sempre respinto, mostrandosi sereni e fiduciosi sull'esito dell'inchiesta. Quanto a D'Alfonso e Toto, la loro antica e solida amicizia è risaputa. Come pure è storia recente - nell'ambito dell'indagine sull'Urbanistica - che Toto s'era aggiudicato l'appalto per l'area di risulta la cui procedura è poi stata però annullata dalla stessa amministrazione comunale.
Nell'ambito delle presunte dazioni nel mirino della polizia rientrano le volte in cui D'Alfonso s'è rivolto al patron di AirOne, come anche a un altro imprenditore dell'aria come Spadaccini, quando ha avuto bisogno di quelli che in gergo vengono definiti "voli blu": per volare lui di persona o per far accompagnare ospiti speciali in aereo a Pescara, magari da Barcellona o dalla Croazia. Ma ogni volta la richiesta del "volo-contributo" è stata messa nero su bianco e a dimostrarlo ci sono corrispondenze conservate negli archivi di Palazzo di città. E' altresì cosa nota che Toto abbia pagato per anni il giardiniere che s'è occupato del verde di Parco Florida. Nero su bianco sarebbe anche un contributo agli Amici della Pescara calcio, per poche migliaia di euro. La polizia continua a scavare, presto busserà al prossimo imprenditore in lista. D'Alfonso e Dezio, e i pescaresi, aspettano di leggere l'ultima pagina.



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