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Pescara, 30/04/2026
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11/10/2008
Il Messaggero
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Contratti, preintesa con Cisl e Uil. Epifani respinge il testo, ma resta al tavolo. Sacconi: pronti a fare la nostra parte prorogando la detassazione |
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Confindustria: se la Cgil non ci sta, non escludiamo un accordo separato ROMA Non è accordo separato, ma un preaccordo. Ci sono però tutti i presupposti perchè Confindustria, Cisl e Uil firmino in tempi brevi un'intesa sulla riforma dei contratti. Resterà fuori la Cgil di Guglielmo Epifani. Intanto ieri Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti ed Emma Marcegaglia hanno «condiviso» un documento che nei prossimi giorni verrà allargato anche alle altre associazioni datoriali. Mercoledì prossimo a Milano si riunirà la Giunta straordinaria di Confindustria che, nella sostanza, affiderà alla presidente il mandato a «tenere ancora le porte aperte alla Cgil, ma non all'infinito». Comunque, se necessario, a chiudere la partita con chi ci sta. Ed a giorni potrebbe arrivare il «sì» di molte altre associazioni di categoria. Oltre tutto non potrà non pesare sul confronto la disponibilità, confermata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, a sostenere l'intesa anche attraverso la detassazione dei salari di produttività la cui sperimentazione verrebbe prorogata. Epifani non parla di «splendido isolamento» però è un fatto che la confederazione di corso d'Italia non troverà molte sponde nella sua battaglia a difesa dell'attuale modello contrattuale. Forse è anche per questo che il leader ha confermato di voler restare al tavolo «anche se non condividiamo le linee guida di Confindustria». «La Cgil - ha spiegato al termine dell'ennesimo round negoziale, il vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei - continua ad opporre dei distinguo, ma mi auguro che possa essere recuperata. Certo continueremo a perseguire linee condivise, ma non escludo accordi separati. Non possiamo fermarci perchè la Cgil non condivide quasi nulla». Nel tardo pomeriggio corso d'Italia ha diffuso una nota in cui conferma «il dissenso sulle linee guida presentate...considera positivo l'allargamento dei tavoli di confronto alle organizzazioni datoriali pubbliche e private....ribadisce la volontà di parteciparvi con proprie valutazioni....Non è nell'interesse del Paese acuire divisioni, soprattutto nel contesto della grave crisi ed è per questo che preoccupa il richiamo all'ipotesi di accordo separato». La preintesa ha fatto scattare «proteste spontanee» in Piemonte, dice la Fiom, che ha convocato la sua assemblea nazionale per il 31 ottobre. Il leader Cisl Bonanni ha visto «passi importanti degli industriali ed anche nella Cgil un segnale di andare avanti». Per il numero uno della Uil Angeletti l'incontro è stato addirittura «conclusivo»: «Abbiamo definito un accordo che garantirà più salari a tutti». In effetti il testo presentato da Confindustria e «condiviso» da Cisl e Uil presenta diverse innovazioni nei meccanismi contrattuali. Soprattutto in materia di salario: non si parla più di semplice inflazione programmata, ma di indice previsionale di inflazione depurato dall'inflazione conseguente all'energia importata; gli eventuali scostamenti saranno recuperati alla fine del triennio; gli aumenti contrattuali, qualunque sia la data del rinnovo, verranno conteggiati a partire dalla scadenza naturale dei vecchi accordi nazionali; nel secondo livello contrattuale (aziendale o territoriale) scattano i meccanismi di decontribuzione e detassazione legati alla produttività; vengono fissate delle garanzie per quei lavoratori che operano nelle imprese che non hanno il secondo livello contrattuale.
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