Caro direttore, una ricerca condotta da Eurostat e dalla Commissione europea ci dice che Pescara è al decimo posto della graduatoria delle città italiane che presentano la maggior concentrazione di polveri sottili, le famigerate Pm10 molto nocive per la salute umana. Torino svetta in classifica con 173 giorni l'anno durante i quali la presenza di polveri sottili supera l'indice di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d'aria, ritenuto la soglia limite superata la quale c'è l'allarme rosso. A Pescara la presenza di tali sostanze dannose supera la quota limite per 59 giorni. La lotta all'inquinamento nella nostra città è all'anno zero. Se poi si considera che in alcune zone ad alta concentrazione di traffico, quale ad esempio viale Bovio, la centralina che dovrebbe misurare la presenza di sostanze nocive nell'aria non è ancora attiva, c'è veramente da stare poco allegril.
Nella nostra città veloce le cose non vanno sicuramente come dovrebbero, al di là delle altisonanti dichiarazioni di qualcuno non proprio disinteressato. Occorre intervenire per tutelare la salute dei pescaresi, soprattutto di quelli che vivono nelle strade con alta concentrazione di traffico veicolare. Come? E' un fatto certo che la nostra città non può sopportare un carico così pesante di traffico veicolare, pertanto, occorre programmare interventi che puntino in tempi rapidissimi ad offrire un sistema di mobilità che privilegi il trasporto pubblico. Da troppo tempo si discute del che fare, le amministrazioni pubbliche ogni giorno devono misurarsi con grandi sfide come quelle della mobilità sostenibile, della salute e della qualità della vita dei nostri centri urbani. Pescara annovera in tal senso grandi incompiute: troppi segnali negativi ci dicono che a Palazzo di Città non si decide ancora nulla di concreto in tal senso, e visti i tempi che corrono ci vuole una buona dose di ottimismo per immaginare cambiamenti nella direzione auspicata. Ma da cittadini responsabili non possiamo esimerci dal lanciare un Sos.
Aristide Ricci Pescara