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Pescara, 30/04/2026
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Data: 12/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Pd riapre a Di Pietro: «Nessun veto a Costantini». L'assemblea di Sulmona invita il centrosinistra a un atto di responsabilità e ribadisce l'interesse per l'Udc

PESCARA - L'ultima carta per convincere Antonio Di Pietro, il Pd la lancia ieri pomeriggio col documento approvato nell'assemblea regionale di Sulmona. E' l'ultimo disperato appello per tentare di recuperare il leader dipietrista: nessun veto a Costantini e il messaggio subliminale lanciato a Di Pietro (frutto anche delle mediazioni politiche in atto a Roma) è che se il nome del parlamentare Idv venisse ritirato, potrebbe poi ricomparire sul tavolo delle trattative con la firma di tutta la coalizione. Un gioco delle parti che consentirebbe però al Pd di salvare la faccia e allo stesso Costantini di ottenere l'avallo di tutti gli alleati.
Il documento del Pd esprime «apprezzamento per il lavoro coerente svolto dal partito per costruire una larga e durevole alleanza», e fissa però i paletti: «Esprime preoccupazione per le posizioni pregiudiziali dell'Idv, nonostante abbiamo manifestato disponibilità a scegliere un candidato che non fosse espressione del Pd e che abbia le capacità di rappresentare la nuova alleanza per il governo dell'Abruzzo». Il Pd ribadisce di non aver mai posto «un veto alla candidatura dell'Idv, veto che tuttora non c'è», ma ribadisce che deve essere «la coalizione a decidere la sua guida, l'alleanza, il programma». In merito all'Udc, «ribadisce la volontà di allargare l'alleanza a tutte le componenti che siano all'opposizione del governo nazionale, in particolare a una forza moderata e responsabile come l'Udc» e invita tutto il centrosinistra «a far prevalere il senso di responsabilità nell'interesse dell'Abruzzo». A tal fine, il Pd ha ribadito la disponibilità «a ragionare su una candidatura in grado di fare sintesi che non sia necessariamente espressione del nostro partito».
Poche ore prima però il segretario regionale dell'Idv Alfonso Mascitelli, alla richiesta del Pd di un «atto di umiltà» aveva risposto picche: «Sbaglia chi considera la candidatura di Costantini un errore di metodo o un ricatto fazioso. Da parte nostra non vi è alcun interesse a distruggere tutto ciò che di buono si può fare per l'Abruzzo». Per Mascitelli, l'Idv «ha già dato in termini di umiltà, ora però è il tempo delle responasbilità che per essere vera e non di facciata, deve essere accompagnata al coraggio della discontinuità. E non può esserci discontinuità se si continua a dire che quanto successo in Abruzzo sia riconducibile soltanto a responsabilità individuali».
L'assemblea del Pd di ieri era stata disertata da Marco Presutti, in polemica con la presidente Stefania Pezzopane, dopo la presa di posizione «di taglio campanilistico che veicola pericolosi elementi di rottura e di frizione tra L'Aquila e Pescara».




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